Don Roberto: “Escort non temono l’inferno, hanno eliminato Dio dalla loro vita”

“Loro non temono l’inferno, per loro non esiste. Hanno eliminato Dio dalla loro vita, l’hanno tolto di mezzo”. Don Roberto Bizzarri, cancelliere della diocesi di Terni – Narni – Amelia, descrive in questo modo le escort e la prostituzione. E dà anche una spiegazione a un fenomeno in crescita: “La generazione di oggi è la prima atea. Con nonni atei. Possiamo definirli i figli della rivoluzione del 1968, quando c’è stata la disgregazione del mondo scolastico, che oggi non trasmette più i valori educativi, ma si accontenta di trasmettere solo nozioni e conoscenze”.

L’argomento ‘sesso’ e ‘prima volta’ si associa a quello delle escort, prostitute di alto bordo. Perché oggi ragazzi e ragazze decidono di fare l’amore così presto rispetto ai loro predecessori? “Non credo si possa addossare tutta la colpa a internet, ma anche al contesto sociale. Si fa sesso in modo libertino, tutto ciò che è possibile è anche morale e quindi io lo faccio. Ci sono ragazzine che sotto i 12 anni già fanno sesso perché le conoscenze sull’argomento sono cresciute rispetto a 30 anni fa”. Sì, ma perché succede? “Perché è stata separata la spiritualità dall’esistenza. Si sono persi valori importanti quali la castità e l’uso del proprio corpo”. C’è chi per una ricarica telefonica, alle scuole medie, si concede: “La soglia di moralità si è abbassata, come dicevo prima, è più alto il valore che viene dato ai soldi e al consumismo”. Discorso che bene calza alle escort: “Perché diventare una accompagnatrice? Per fare i soldi facilmente, senza doverseli sudare. Per avere opportunità di fare una bella vita. Io credo la escort viva in un mondo irreale, falso. Dove si pensa solo all’estetica e all’apparenza”.

Triste, però, questa vita, oppure no? “Si fa di nascosto, non si condivide con genitori e amici. Si vive tra serate, cene e banchetti”. Quasi come se si fosse eternamente in ‘vetrina’, come accade in rete dove la voglia di like è più forte dell’esperienza reale che si potrebbe vivere: “Penso che la legge sul copyright sia stata approvata anche per questo motivo, perché il mondo virtuale e quello reale non vengono visti separatamente. O meglio, il virtuale viene scambiato per reale. Per i giovani, soprattutto, è così”.

Non è comunque escluso che qualche escort ami quello che fa: “Vero. In fondo si fa un lavoro senza ricadute morali, senza fare fatica”. L’immigrazione può aver contribuito ad aumentare il numero di donne che si vendono? “Per quelle in appartamento direi di no. Chi arriva non penso abbia le capacità e le conoscenze per accedere a questo mondo. Diverso è il caso della prostituzione di strada, che vede molte giovani donne costrette a vendersi”.

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