Il re del martello: Marco Lingua

Marco Lingua è un atleta di vecchio stampo, nonostante l’età. A quarantanni è ancora sul tetto d’Italia e tra i primi dieci martellisti al mondo. Ha rappresentato l’Italia ai Giochi Olimpici sia di Pechino 2008 che a Rio de Janeiro 2016. Medaglia d’argento ai Mondiali militari di Sofia 2009 e tre volte a medaglia nella Coppa Europa invernale di lanci: Spalato 2008 (oro), Los Realejos 2009 (argento) ed Arad 2016 (bronzo), nonché finalista agli Europei di Göteborg 2006, ad Amsterdam 2016 ed ai Mondiali di Londra 2017.

1 Quando nasce la tua passione per l’atletica, soprattutto per il martello?
La passione è nata quando avevo 14 anni. Lo avevo visto in televisione, quindi è molto importante trasmetterlo in TV, se non lo avessi visto lì, non avrei nemmeno saputo cosa fosse. Mi è subito piaciuto. L’ho provato, mi veniva facile e ho continuato. Sono passati 25 anni.

2 In tutti questi anni che cosa ti è piaciuto di più del tuo sport?
Ogni volta che ti migliori, che superi il record personale. Poi i titoli italiani, le partecipazioni ai mondiali. Ogni volta che ti migliori, ogni volta che vinci.

3 Come è andato questo anno sportivo?
Bene, forse lo scorso anno un po’ meglio, ma comunque quest’anno è sempre oro. Magari l’anno scorso benissimo, quest’anno bene, per capirci. Per dodici centimetri non sono entrato nella finale degli Europei di Berlino 2018, quindi il primo degli esclusi, non male e comunque sono arrivato tredicesimo. In fin dei conti è una gara di livello mondiale: il campionato europeo nel lancio del martello è come fare le Olimpiadi, perchè sono gli stessi atleti migliori, prevalentemente dell’Est Europa. Lo scorso anno invece avevo fatto la finale ai Campionati del Mondo e ho fatto decimo posto. Quel risultato valeva tantissimo perchè l’atletica la praticano davvero in molti nel mondo.

4 Come vedi il futuro dell’atletica?
A livello giovanile la praticano, poi vedono che è difficile e vanno a fare calcio. I giovani si chiedono come fare gli stessi risultati dei grandi, capiscono che devono farsi il mazzo per anni e smettono. È difficile trovare a livello psicologico qualcuno che si metta fare uno stile di vita del genere: dove becchi pochissimi soldi rispetto ad altri sport. Oramai il giovane secondo me è cambiato, molto più viziato, non è come quei giovani di una volta.

5 Tu quanto ti sei dedicato allo sport per raggiungere i tuoi livelli?
È una vita che mi alleno. Ho incominciato a 9 anni con i pesi. Mi sono appassionato alla pesistica e poi ho scoperto il martello. Dai diciotto anni ho fatto anche gare di sollevamento pesi e ho anche vinto dei titoli italiani. Ho sempre fatto sport in cui ti devi allenare molto e fare sacrifici.

6 Cosa diresti ad un giovane che volesse approcciarsi al mondo dell’atletica?
Se vede che ha un talento, che gli viene facile e che gli piace deve farlo, deve continuare perchè può fare delle grandi cose.

di Deborah Villarboito

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