Politica italiana tra economia e ponte Morandi

La settimana politica di Cosmo si apre con un piccolo terremoto, giovedì 13 settembre: Mario Nava ha lasciato l’incarico di presidente della Consob. La decisione in seguito a contestazioni da parte di Lega e Movimento 5 Stelle relative a una presunta incompatibilità tra l’incarico e il ruolo negli uffici tecnici dell’Unione Europea.

Venerdì 14 settembre, in occasione del primo anniversario del crollo del ponte Morandi, il premier Giuseppe Conte è stato a Genova. «A dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto ci sarà il commissario con un mio decreto, ed è un commissario che avrà pieni poteri» ha promesso il presidente del Consiglio. Conte si è espresso anche in merito alla ricostruzione dell’opera: «Non abbiamo ceduto al ricatto di offrire ad Autostrade la ricostruzione del ponte – ha affermato – lo faremo a spese di Autostrade ma la procedura per la revoca della concessione resta in piedi e si completerà».

Sabato 15 settembre l’economista Carlo Cottarelli si è espresso sulla situazione economica italiana. Un panorama decisamente critico, in cui la scarsa crescita e il debito pubblico in continuo aumento allontanano costantemente gli investitori stranieri dai titoli di Stato tricolori. Secondo lo studioso, occorre pensare a una legge di bilancio priva di rischi e a una via per ridurre il deficit o almeno fermarlo.

Domenica 16 si è riacceso il litigio fra il ministro dell’Interno Matteo salvini e Jean Asselborn, ministro degli Esteri del Lussemburgo. Asselborn aveva definito Salvini «un fascista che usa toni da anni Trenta». La replica del vicepremier italiano non si è fatta attendere: «Quando qualcuno non ha argomenti, dice che sono fascista, razzista, nazista, populista».

Lunedì 17 i riflettori si riaccendono sul caso della nave Diciotti, che si fa piuttosto complesso. Uno dei problemi è rappresentato dal fatto che nessuno avrebbe fermato con disposizioni chiaramente formulate la nave militare, né avrebbe indicato il porto di Catania come luogo di sbarco. Tra la nave, la Guardia Costiera e il ministero dell’Interno ci sarebbero stati infatti solo contatti e scambi di informazioni piuttosto generiche. Il caso è quindi da approfondire.

Martedì 18 arriva l’annuncio del commissario per l’emergenza del ponte Morandi, Giovanni Toti: «Abbiamo ragionato su quelli che devono essere i poteri del Commissario straordinario e di quello di protezione civile: saranno due figure che si affiancheranno – ha fatto sapere dopo il vertice a palazzo Chigi – Credo che nel giro di una decina di giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del decreto su Genova, avremo il commissario per la ricostruzione». Ci saranno, insomma, due figure di riferimento: «Resterà operativo il commissario per l’emergenza a cui si affiancherà quello per la ricostruzione, che sceglieremo insieme al premier Conte nei prossimi giorni».

di Fabiana Bianchi

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