Benvenuti al Centro:Il tassinaro e il taxi-driver

Vi è mai capitato di prendere il taxi a Roma? Immagino di sì. Se così non fosse, vi racconto grosso modo come si svolge la corsa. Mentre Radio Taxi gracchia ogni tanto: “Via Nazionale in due minuti, via della Consolazione Rambo 3”. Il tassista è una brava persona, inizia a parlarvi quando avete chiuso la portiera, finisce quando vi ha riconsegnato i bagagli. Da dove venite, chi siete, che fate? Un fiorino. Vi parla di quanto è bella ma rovinata Roma. Vi illustra le rovine pezzo per pezzo. Vi chiede che tempo fa dalle vostre parti. Vi consiglia un paio di trattorie dove si mangia l’agnello scottadito migliore della capitale. Vi sorride.

A Milano l’avete mai preso? Radio Taxi si fa il problema se disturbare o meno. Quasi sussurra. Mentre vi guardate in giro tra grattacieli e gente vestita alla moda, il tassista è concentrato soltanto sulla guida. Risponde, poco, solo se interpellato. Con una sorta di grugniti che vogliono dire: “Ma chi le ha detto che ho voglia di parlare?”. Non vi illustra niente della città (a dire il vero, c’è anche di meno da dire rispetto a Roma). Tanto meno vi consiglia dove andare a mangiare. Che tanto ogni bar vi fa un toast. Non gliene importa assolutamente nulla se a Napoli faceva caldo, se a Roma c’era Trump. S’impegna, al massimo, a suonare il clacson o a dare del ‘pirla’ a chi lo supera a destra o a chi non si muove con il semaforo verde.
A Roma, chiacchierando del più e del meno, per andare da un posto all’altro perdete tanti minuti. Mezzore intere. Ma non perché il luogo A e il luogo B siano effettivamente così lontani. Neanche perché c’è un traffico… No, semplicemente perché il tassista non segue la linea più veloce, ma fa dei veri e propri giri turistici. Un po’ perché gli piace farvi da Cicerone (se non qui, dove?), un po’ perché pensa che tanto non abbiate fretta. Un po’ per farvi spillare qualche fiorin…euro in più. Tanto voi Roma non la conoscete come lui. Lui solo è il depositario della verità sul traffico, sulle strade bloccate, sui lavori in corso. Lui conosce le scorciatoie. Voi state comodi, godetevi il Colosseo che al resto ci pensa lui.

A Milano tendono a fare il percorso più breve. Sempre. Che tanto dopo c’è subito l’altro cliente. Che chi va a Milano, loro pensano, non ha secondi da sprecare. Puoi essere pure un turista, per lui nella valigia non ci saranno macchine fotografiche e quant’altro. Ma documenti da consegnare al più presto. Del resto, nella mente del taxi driver meneghino non c’è certo l’idea che qualcuno possa decidere di venire in vacanza. A fare che?

L’unica deroga potrebbe esserci se passate dalle parti di San Siro. Lì, all’improvviso, il tassista si illuminerà e vi dirà: quella è la Scala del calcio. Orgoglioso. Che magari lui c’era all’ultima di Rivera. Non importa se per voi l’Olimpico è più bello, se di calcio non ve ne importa assolutamente nulla. Se così è, il tassista riprenderà a fare scena muta. E penserà: che poi non dicano, questi forestieri, che noi a Milano non siamo accoglienti. Pirla, ma dove vai? Ma chi ti ha dato la patente?

di Alessandro Pignatelli

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