Daniel Fasano: una vita a tutto volume

Daniel ‘Fasa’ Fasano è un batterista. Probabilmente molti se lo ricordano per essere un componente della boyband italiana dARI, che da più di dieci anni sono presenti nel panorama musicale nazionale italiano. Si va avanti e si cerca di crescere. Quello che contraddistingue Daniel Fasano è la passione per la musica, che lo ha reso anche un polistrumentista, infatti suona batteria, tastiera, chitarra e basso, e produttore. È un artista in evoluzione e ad ottobre lancerà il suo ultimo lavoro da solista.

fasano

1) Che cos’è la musica per te?
È un sacrificio continuo. Una strada in salita piena di buche, dove non si vede mai il traguardo. Devi essere veramente un pazzo completo per scegliere di fare il musicista. Però ogni tanto ci si diverte anche.

2) Quando e come è iniziato il tuo percorso musicale?
Probabilmente verso i 13 anni, quando vidi il video di “Smell Like Teen Spirit” dei Nirvana su MTV. Fui completamente folgorato da quel matto che si agitava e colpiva i tamburi violentemente; decisi immediatamente che volevo farlo anch’io! Il giorno dopo mi ero montato un set di pentole e secchi: la mia prima batteria.

3) I Dari: che esperienza è per te?
Nel 2008 sono stato catapultato in TV, suonando in tutta Italia, dall’Alcatraz fino all’Arena di Verona. È stato tutto molto frenetico e pazzesco, all’epoca avevo 20 anni e forse non me ne sono neanche reso conto. Ripensandoci, devo molto a questa band, per quanto sia stata super criticata, anzi probabilmente non sarei neanche un batterista senza di loro.

4) Cosa ami e cosa odi dei Dari?
Amo e odio tutto di loro, penso sia il motivo per cui ci suono ancora.

5) Quali sono i progetti futuri dei Dari?
Quest’anno abbiamo pubblicato il nuovo disco, “Vado Forte Muoio Giovane” e lo stiamo portando in tour in giro per l’Italia. Quest’inverno invece, festeggeremo i 10 anni di uscita del nostro primo album “Sottovuoto Generazionale” con una bella sorpresa, che ancora non posso svelare.

6) Cosa vedi nel tuo futuro musicale?
Al momento sto ultimando gli ultimi dettagli del mio disco solista “Groovemantic”, che vedrà la luce il 12 ottobre. Un progetto a cui ho lavorato negli ultimi due anni e a cui tengo molto. Per il resto, la mia agenda è piena di concerti e impegni vari per i prossimi due mesi poi, come di consueto, solo pagine bianche.

7) Un commento sul panorama musicale italiano. Come ne vedi l’evoluzione?
È un ciclo che si ripete continuamente negli anni, adesso siamo nel baratro della TRAP, che ha ‘inTRAPpolato’ gli strumenti classici al muro, a favore di synth e voci con l’autotune. Un po’ come negli anni ’80. Quando tutti saranno stanchi della TRAP, probabilmente qualcuno ri-imbraccerà una chitarra e sarà considerato un genio.

di Deborah Villarboito

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