Diversamente Uguali: Una favola di nome… Mara

Anagrammando il nome Mara si ottiene la parola “AMAR”.
Deve averlo capito subito Helen, la signora nigeriana che, in una donna di nome Mara, ha trovato molto più di un’amica.
Quando sono arrivati in Italia, Helen era la mamma di due bimbi in attesa della terza.
Insieme a suo marito John, si arrampicavano a fatica sul tortuoso percorso della vita frenetica di Gallarate che, oltre a muoversi troppo velocemente su leggi, regole e diritti poco chiari, parlava italiano, una lingua che Helen e John iniziavano appena a masticare.
Nel marasma del primo giorno di scuola elementare, nell’assalto alle liste del materiale scolastico, ha luogo l’incontro tra il mondo di John ed Helen, fatto di estrema semplicità e in cui l’ambiente scolastico vale l’essenziale, e il mondo di Mara, in cui nella lista del materiale l’essenziale è molto più di penna e matita.
Mara entra nella vita di John ed Helen in punta di piedi e si fa interprete di questo nuovo ambiente, che forse il caso ha scelto per loro e che adesso sembra l’unico buon posto in cui far crescere i loro figli.
Mara, costante ponte tra le due culture, si adopera con tutte le sue forze per assicurare alla giovane famiglia nigeriana una vita rosea, fatta di sorrisi e di conquiste.
Tende loro una mano nelle pratiche burocratiche del Comune, li aiuta a decifrare delle leggi che loro non sarebbero mai stati in grado di tradurre in diritti; li inserisce nei corsi di italiano; li aiuta a cercare un impiego. I bimbi intanto cominciano a frequentare la scuola calcio presso l’Oratorio del quartiere e iniziano a sentirsi a casa, circondati dall’affetto di persone che, nella buona integrazione di questa famiglia, vogliono crederci.
Forse il segreto della buona integrazione risiede proprio nel grande rispetto verso la Nuova Terra oltre a tanta gratitudine per chi li aiuta: è questo, che Mara ha visto in John e Helen, questa giovane coppia che inevitabilmente in Italia sta cambiando, imparando a sperare in un domani sempre migliore.
E’ proprio la bimba che Helen porta in grembo a farsi metafora del domani: come in una favola, durante la gravidanza ci sono state le difficoltà del trasferimento, gli antagonisti interrogativi, le incertezze, la paura di aver sbagliato tutto ma poi anche il divino incontro con Mara (“l’aiutante”), diventata subito punto di riferimento di questa favola ancora in divenire.
In questa gravidanza era in grembo la Nuova Vita che la famiglia di John ed Helen si apprestava a cominciare e che non poteva avere un nome diverso da…Mara.
Helen ha scelto questo nome in segno di gratitudine verso la sua nuova amica italiana: “Giving her name to my daughter she will be in my heart all the time” (Dando a mia figlia il suo nome lei sarà nel mio cuore per sempre).
“Mara per me rappresenta il Bene…ai suoi genitori dà la forza di non arrendersi e di scegliere – nonostante le mille difficoltà e le mille tentazioni – la strada dell’onestà e della correttezza. A noi, invece, dà la Speranza in un mondo migliore per i nostri figli , che spesso imparano più da un nostro esempio che da mille parole”, afferma emozionata, Mara.
E’ una storia d’amore di due famiglie diversamente uguali, in cui l’amore è scritto nel nome.

di Antonella Lenge

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