I Fratelli Valente: da anni al servizio del Ju Jitsu

27 Settembre 2018 0 Di il cosmo

Vito e Angelo Valente sono maestri di ju jitsu, cintura nera terzo e quinto dan. Da più di quarantanni apprendono ed insegnano le arti marziali a chiunque voglia imparare un metodo di autodifesa efficace o desideri diventare un buon atleta. Vito Valente ci spiega alcuni punti di questa discipli e del suo insegnamento.

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Quando hai iniziato?
Sono un esperto di arti marziali, ho iniziato quarant’anni fa come judoka, poi dopo vari anni, io e mio fratello Angelo siamo sbarcati a Vercelli ed abbiamo continuato fare gare a livello regionale e stage a livello nazionale. Poi ci siamo buttati nel’93 nell’avventura nel ju jitsu che è il nostro metodo di difesa personale. Dopo 40 anni abbiamo avuto molte esperienze con parecchi maestri nazionali ed internazionali, per quanto riguarda il ju jitsu e abbiamo lavorato a livello internazionale con giapponesi, inglesi e ultimamente abbiamo conosciuto altri maestri con cui abbiamo appreso molti metodi nell’uso del coltelli e dei bastoni corti.

Che cos’è il ju jitsu?
Per quanto riguarda la disciplina che pratichiamo noi, il ju jitsu, nella nostra base comprende judo, karate ed aikido. Per la difesa a distanza si utilizza il karate, mentre per le tecniche di presa che servono a neutralizzare ed abbattere al suolo un avversario subentra il judo. Per quanto riguarda le tecniche di leve articolare, braccia o polsi ecco invece l’Aikido. È un misto di arti marziali che prese individualmente ognuna hanno la loro tecnica di difesa personale. Nel nostro metodo un movimento comprende tre arti marziali, poi oltre a fare il lavoro a mani nude vi è un lavoro con tante armi che possono variare: bastone lungo, bastone corto, coltelli, nunchacu, katane. Ci sono armi che vengono utilizzate come dimostrazioni o kata e armi usate anche per la difesa personale. Il bastone corto può essere come un ombrello o un giornale. Il coltello può essere abbinato ad una penna o ad una chiave.

Chi può praticare?
Per quanto riguarda la pratica si può iniziare a sei anni con il corso dei bambini. Per gli adulti la disciplina che noi pratichiamo serve alla difesa personale, ma ci vogliono tanti anni di preparazione. Dopo un anno non si diventa nè maestri nè buoni atleti, se no ogni anno potremmo cambiare uno sport. La nostra disciplina la facciamo vedere anche alle donne, che sono sempre molto più aggressive degli uomini, per quanto riguarda le prese o il buttare a terra un avversario, sono più aggressive. Per quanto riguarda la difesa personale alla donna facciamo vedere alcune tecniche di difesa attacco e scappare via, all’uomo chiediamo anche di bloccare o neutralizzare al suolo l’avversario. Però non vi è tanta differenza perché vi sono delle donne che sono meglio degli uomini. Ci sono quelli che vengono per le lezioni di prova ne rimangono affascinanti,ci sono quelli che vengono per un periodo e poi smettono per lavoro o studio e poi vi sono quelli che intraprendono il percorso dalla cintura bianca alla cintura nera. Quando arrivano alla nera è solo all’inizio dell’arte marziale. Anche noi, dopo tanti anni, quando incontriamo maestri negli stage, questi ci trasmettono qualcosa perché c’è sempre da imparare. Non si arriva mai alla fine. Non si può dire io sono maestro e non devo imparare più nulla, non è così. Nella vita serve, la difesa personale serve, poi bisogna vedere sempre una persona come l’apprende. Oggigiorno in strada se ne sentono di tutti i colori e non si sa come muoversi, se fai una cosa c’è il rischio che arrestino te e non chi compie il gesto da malvivente. Poi pare che abbiano problemi anche le forze dell’ordine. Noi abbiamo qualcuno che viene da noi privatamente e si allenano, come in altre scuole, e persino loro hanno problemi.

 

di Deborah Villarboito