La Serie A scopre tre campioni

Appena cinque giornate di Serie A, ma i segnali giunti dal campo, sono forti e senza paura di smentita. Ci sono tre giocatori che in questi primi 450 minuti di torneo hanno dato un imprinting alla loro stagione, balzando agli onori delle cronache e diventando, perentoriamente, oggetti golosi di mercato per le prossime sessioni. Nessuno dei tre milita nelle compagini di primissima fascia, ovvero quelle squadre che lottano per i vertici di campionato, ma il loro valore prende corpo di partita in partita. Federico Chiesa gioca nella Fiorentina, è un 97, compirà 21 anni il prossimo 25 ottobre, ed è già diventato, nello scorso campionato, un pezzo pregiato conteso da tutti i top club italiani ed europei. Scatto bruciante, visone di gioco, tecnica e dinamismo, fanno di lui un giocatore moderno, capace anche di realizzazioni di buona fattura, il ct azzurro Mancini lo ha già impiegato diverse volte e lo ritiene un punto fermo della sua Nazionale, mentre il cartellino del gigliato, unico italiano in questa mini classifica, lievita a dismisura con prestazioni ottime. Chiesa è stato, ma soprattutto sarà, una delle attrattive più forti del prossimo mercato estivo. Il polacco Krzysztof Piątek, pronuncia esatta Piontek, è la vera sorpresa di questa prima fase di campionato. 23 anni, punta centrale con un fiuto del gol incredibile. Proveniente dal KS Cracovia, il Genoa in estate lo ha prelevato, ponendolo al centro del progetto della compagine di Ballardini, e il ragazzo si è fatto trovare subito prontissimo, mettendo a segno 5 reti in 4 gare in Serie A, dato che il Genoa deve recuperare la prima giornata a causa del crollo del Ponte Morandi. Il centravanti rossoblù aveva già anche messo a segno 4 gol nella Coppa Italia in estate. Numeri di livello assoluto, accomunati ad una capacità di inquadrare la porta, tipica dei grandi goleador. Piatek ha già eguagliato il record di Shevchenko: cinque gol in quattro presenze per il polacco, stesso impatto dell’ex Pallone d’Oro del Milan nel lontano 1999. Per lui, all’improvviso, si sono già accese le sirene del calciomercato, e se continuerà così, il “pistolero”, visto che esulta sparando con entrambe le mani, rischia di scatenare aste ricchissime per il suo cartellino da accaparrarsi. Ultimo ma non meno bravo, una vecchia conoscenza del calcio italiano, prematuramente lasciato partire per i lidi cinesi. Il riferimento è chiaro, Gervais Lombe Yao Kouassi, meglio noto come Gervinho, di origine ivoriana, si è ripreso la ribalta della Serie A senza indugi. Già nelle file della Roma, per ben tre anni, 2013-16, aveva mostrato meraviglie, poi la cessione in Cina al Hebei, e il ritorno a 31 anni in Italia, nel Parma. L’ala africana ha nuovamente fatto brillare gli occhi di tutti i tifosi e in pochissime partite si è ripreso la scena, meritatamente. A segno contro la Juve, alla terza di campionato, un gol da fantascienza alla quinta contro il Cagliari: un coast to coast a seminare gli avversari come birilli e gol in buca d’angolo, con il Tardini a spellarsi le mani per l’entusiasmo. Certo, Gervinho non è più un giovane virgulto, in Europa lo conoscono tutti molto bene, ma le qualità del giocatore sono indiscusse, forti di una progressione bruciante e velocità d’esecuzione di livello top. Magari non diventerà una delle pedine irrinunciabili del mercato dei grandi club, ma da lui è lecito attendersi altre prestazioni maiuscole che creano spettacolo e urla di ammirazione. Il suo talento è innato, le sue giocate devastanti sono tornate a deliziare i palati di tutti i calciofili.

 

di Franco Leonetti

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