Mai contro cuore Realizzarsi senza limiti: per se e per gli altri

Riccardo ha 21 anni e una grande passione: quella della cucina. Come tanti suoi coetanei, sogna di poter dedicare la sua vita, la sua quotidianità, a questo suo grande amore. L’ha sempre sognato, sarebbe meglio dire, al punto da scegliere questa strada da subito, fin dal momento in cui c’era da decidere quale scuola superiore frequentare. E Riccardo, senza esitazione, ha scelto l’Istituto Alberghiero G. Falcone di Gallarate.
Può sembrare, questo, l’inizio di un percorso come tanti. In cui non trovare nulla di speciale. Ma Riccardo, è doveroso dirlo, soffre di autismo: e non risulta doveroso dirlo perché si etichetti come ‘diverso’, ma perché si capisca quanto possa essere potente la forza d’animo che contraddistingue chiunque abbia un sogno, chiunque decida di percorrere la strada delle proprie ambizioni indipendentemente da quelli che potrebbero essere visti come limiti. Riccardo è proprio questo che inconsciamente, attraverso la sua storia, insegna: non c’è alcuna barriera alla realizzazione di se stessi.
Quando il ragazzo compie quattordici anni, quindi, arriva il momento di scegliere la scuola da frequentare: non c’è alcun dubbio sulla decisione, data la passione per la cucina che vive in Riccardo fin da quando era bambino e già sosteneva che da grande avrebbe fatto il cuoco. Più che sogni, quindi, si può parlare di progetti. E solo chi ha caparbietà e una profonda motivazione può riuscire a sdoganare la metafisica del desiderio e trasformare il suo impegno in concreta progettualità. E rendere tutto, così, reale.
Non erano poche le preoccupazioni, prima che Riccardo iniziasse questa scuola, perché si tratta di un Istituto pubblico, in cui sarebbero stati presenti altri milleseicento alunni: preoccupazioni che, comprensibilmente, riguardavano di più i suoi genitori che il ragazzo stesso, basate sul difficile percorso che un intero nucleo familiare si ritrova ad affrontare quando nella quotidianità si intrufola una patologia così complessa come può essere quella dell’autismo.
Nonostante le paure, quindi, Riccardo inizia il suo percorso didattico al Falcone, insieme a compagni che, come lui, hanno deciso di intraprendere la stessa strada didattica e lavorativa.
Cinque anni intensi, in cui il ragazzo dimostra di apprendere la teoria ed essere pronto per la pratica: terminati gli studi, infatti, Riccardo ha lavorato per sei mesi in un Hotel, dove si è dedicato alla preparazione e al servizio delle colazioni. Successivamente ha trovato lavoro in un ristorante vicino casa, dove oggi si occupa della cucina. Il suo più grande sogno, insomma, è stato realizzato.
I genitori di Riccardo raccontano inoltre che il desiderio più grande, non solo del ragazzo ma quello dell’intera famiglia, sarebbe quello di aprire un ristorante: per lui e per tutti gli altri ragazzi in difficoltà. Un progetto che stanno cercando di portare avanti grazie all’aiuto dello chef Massimo Vallogini (proprietario di un locale nel novarese) e attraverso la Onlus a cui hanno dato vita, ‘Il Volo del Gabbiano’. Il ristorante, che aprirà in autunno, si chiamerà ‘Le Ris – un risotto per un sorriso’.

 

di Sabrina Falanga

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