Altre pagine nere di violenza sulle donne

Le pagine di cronaca di giovedì 27 si sono aperte con l’ennesima triste notizia di violenza contro le donne: a Scanzorosciate, nel Bergamasco, una donna di 62 anni è stata ferita molto gravemente da dei colpi di pistola. A sparare un uomo, che poi si è allontanato a bordo di una Vespa. Si cerca l’ex marito della donna, contro cui la moglie avrebbe precedentemente sporto denuncia.

Nella serata di venerdì 28 si è consumata un’altra tragedia di cui è difficile capire il senso, costata la vita a tre persone. In provincia di Lecce un uomo di 57 anni ha sparato ai vicini di casa per una banale lite su dei parcheggi. Padre e figlio, di 63 e 36 anni, sono morti sul colpo. Un’altra parente, di 52 anni, è morta nella notte all’ospedale. Si è salvata invece la madre del 36enne, colpita solo di striscio.

Sabato 29 le telecamere si sono spostate all’estero per documentare un altro dramma che ha colpito l’Indonesia: l’isola Sulawesi è stata travolta da uno tsunami, causato da un terremoto di magnitudo 7,5. Al momento dell’arrivo improvviso dell’onda, purtroppo, molte persone erano proprio sulla spiaggia per una festa. Il bilancio delle vittime è salito di ora in ora e dopo pochi giorni aveva già superato le 1.300 persone.

Domenica 30 è stata una giornata di dolore per il paese di Apricale, in provincia di Imperia: un ragazzo di soli 19 anni ha perso la vita in un incidente di caccia. Il giovane si trovava nel bosco insieme al suo cane, quando è stato colpito dalla fucilata di un cacciatore, che l’avrebbe scambiato per un animale. Il colpo gli è stato fatale. Il cacciatore di 29 anni che l’ha colpito è ora indagato per omicidio colposo.

Lunedì 1° ottobre si è aperto con un femminicidio. Una donna di 77 anni è stata accoltellata al petto dal marito di 82 anni. Malgrado i tentativi disperati dei medici di salvarle la vita, l’anziana è morta poche ore dopo. È rimasta ferita anche una vicina di casa di 87 anni. L’uomo è stato fermato e dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario.

Martedì 2 ottobre è venuta invece alla luce la storia di una ragazza di soli 17 anni tenuta segregata in casa dalla famiglia perché lesbica. A denunciare la vicenda il Gay Center. La giovane, hanno raccontato dal centro, non poteva uscire e veniva rinchiusa all’interno della casa in assenza dei genitori. Ora si trova in una struttura protetta per minori.

di Fabiana Bianchiimg_4746-1

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