Da Frida Kahlo a Bob Dylan: quando sei ricordato e non per la tua disabilità

Frida Kahlo, Sir Winston Churchill, Steven Spielberg, John Nash. Se vi state chiedendo cos’hanno in comune questi quattro personaggi, forse la prima cosa che vi viene in mente è che sono famosi e storicamente sono ricordati da tutti per aver compiuto delle imprese o essere stati geniali nelle rispettive vite. È vero, ma hanno in comune anche un’altra cosa: la disabilità.

Frida Kahlo è stata una pittrice messicana vissuta tra il 1907 e il 1954. Era affetta da spina bifida, ma genitori e persone vicine la scambiarono per poliomelite, di cui soffriva invece la sorella. Non bastasse questo, a 18 anni subì un grave incidente. Mentre era in autobus, un tram si scontrò con il suo pullman, che andò a schiacciarsi contro un muro. Frida ebbe la colonna vertebrale spezzate in tre punti, il collo del femore e le costole frantumate, la gamba sinistra ebbe 11 fratture, il piede destro rimase slogato e schiacciato, la spalla sinistra lussata, l’osso pelvico spezzato in tre punti. Un corrimano dell’autobus entrò nel fianco della pittrice uscendo dalla vagina. Subì 32 operazioni chirurgiche.

Winston Churchill è famoso per aver guidato la Gran Bretagna alla vittoria nella Seconda guerra mondiale. Era balbuziente e, inoltre, soffriva di depressione. Addirittura, alle elementari, molti maestri lo definirono ‘ritardato mentale’. Steven Spielberg è un regista famoso e soffre di dislessia. Durante l’adolescenza, come ha ammesso lui stesso, per due anni non è stato in grado di leggere, restando indietro rispetto ai coetanei a scuola. Ha diretto, tra gli altri, ‘E.T.’. John Nash è stato il matematico che ha rivoluzionato la teoria dei giochi. Una delle menti più illuminate del Ventesimo secolo, eppure soffriva di schizofrenia (che riuscì a combattere e a superare, a quanto pare).

Il pittore Toulouse Lautrec era affetto invece da una particolare malattia genetica alle ossa. In seguito a questa predisposizione e a una caduta da cavallo, le sue gambe smisero di crescere. Da adulto, raggiungeva un metro e cinquanta di altezza. Fu emarginato dalla società per questo difetto fisico, ma ciò non gli ha impedito di lasciare in eredità autentiche bellezze artistiche. Il compositore Ludwig van Beethoven, musicista di talento purissimo, era sordo. Il musicista Stevie Wonder ha sempre avuto un ottimo udito e una voce sublime, ma purtroppo gli è sempre mancata la vista. Il fisico Stephen Hawking, scomparso da poco, era su una sedia a rotelle (a 21 anni gli fu diagnosticata la Sla), ma ha studiato per tutta la vita l’universo, arrivando a scoperte sorprendenti.

Potremmo continuare ancora: citiamo Louis Pasteur, Niccolò Paganini, Abraham Lincoln, Charles de Gaulle, Franklin D. Roosevelt, Bob Dylan, Truman Capote: tutti accomunati dall’essere ancora oggi ricordati, ma non certo per la loro disabilità.

di Alessandro Pignatelli

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