Il ruggito di Leonetti – Marotta via dalla Juventus, Paratici lo rimpiazza

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Un addio improvviso come un lampo, una modalità insolita in Juventus, soprattutto nelle tempistiche. Una dichiarazione giunta all’alba della nona stagione del ex direttore generale della Juve. Minime frasi scaraventate in diretta tv, pochi minuti dopo la vittoria bianconera sul Napoli. Una decisione del presidente che ha sorpreso e deluso l’ormai ex amministratore delegato, ad appena 5 giorni dall’investitura del premio come miglior dirigente europeo. Non è la fine di un rapporto deciso consensualmente, mi pare ovvio, e le lacrime a stento trattenute dal Marotta sono ulteriori testimonianze, ma si deve parlare di un allontanamento dalla Società più titolata d’Italia. Una scelta chiara e forte del Presidente Andrea Agnelli che Marotta non si attendeva, almeno a così stretto giro di tempi. Quali sono le cause? Nell’ultimo periodo, partendo dall’estate, stagione di calciomercato per eccellenza, si sono create tensioni e forti differenze di vedute nella gestione del club, con Agnelli pronto a far decollare la Juve nel gotha calcistico mondiale con operazioni di livello siderale, vedasi CR7, dall’altra parte un Beppe Marotta più prudente e meno aggressivo. E proprio queste titubanze e differenze di vedute gli sono costate il posto. Marotta è scomparso dalla nuova lista dei consiglieri d amministrazione, e presto non sarà più nemmeno il direttore dell’area tecnica. Il presidente Agnelli vuole dare spazio a una nuova generazione di reggenti giovani, ma già con comprovata esperienza, e con idee simili alle sue, pronti a prendere in mano la Juventus. Insomma, per Marotta è già iniziato un futuro lontano dalla Juve, anche se si attende a breve l’ufficialità del suo allontanamento. Il dirigente varesino non andrà in FIGC, e, nell’immediato non lo vedremo dietro altre scrivanie, ma la sua intenzione è quella di tornare prestissimo nel calcio attivo. Alla Juventus, invece è già tutto chiaro, Fabio Paratici diventa capo dell’area sportiva come Direttore Generale, e verrà affiancato da Pavel Nedved, che Agnelli ritiene pronto per il grande salto da dirigente vero, non solo come uomo immagine. Agnelli, Paratici e Nedved saranno il nuovo triumvirato, o per i nostalgici, la Triade, che reggerà le sorti della Juventus, pronta a crescere sempre più, sia a livello di risultati sul campo, sia di progettualità in termini di marketing e aspetti economici. Lo stesso Presidente Agnelli ha delucidato tutti con queste parole: “Sostanzialmente la Juventus continuerà a funzionare così come ha funzionato fino ad oggi. Quello che evidentemente cambierà sarà la leadership dei vari pilastri all’interno di Juventus e di questo siamo in un processo di ispezione organizzativa. Giorgio Ricci assumerà la funzione di responsabile dei ricavi. Ci sarà un responsabile dell’area sport che sarà Fabio Paratici e ci sarà un responsabile dell’area servizi che sono la finanza le risorse umane e i servizi tecnologici che sarà Marco Re. Quindi da questo punto di vista, il modello della Juventus resterà inalterato, quello che cambia sono le persone. Sono persone che ormai hanno 45 anni di media, quindi è gente pronta e preparata ad assumersi responsabilità in prima persona. Gente che è pronta e preparata grazie anche allo straordinario lavoro di questi ultimi 8 anni, assieme di Beppe Marotta e Aldo Mazzia. La Juventus continuerà ad operare con un modello di gestione in continuità assoluta con recente passato”. In estrema sintesi la Juventus ha operato un ricambio generazionale necessario per i nuovi obiettivi che Agnelli e la società si sono prefissati di raggiungere.

di Franco Leonetti

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