Invalidi civili: in Italia sono più di 3 milioni. L’accessibilità è un problema di tutti

Quanti sono gli invalidi civili in Italia? L’Inps ha dato le cifre, riferite a marzo 2017, sulle pensioni erogate nel nostro Paese. Si tratta di pensioni ‘previdenziali’, ossia con versamenti di contributi. Non sono inclusi, però, nel computo totale i dipendenti pubblici e quelle gestite dall’ex Enpals (settore sport e spettacolo).

Leggiamo un po’ di numeri. A invalidi civili, ciechi civili e sordi civili sono state erogate 3.060.490 prestazioni. La maggioranza è donna (59,6%), anche perché nella fascia oltre gli 80 anni, sono proprio le persone di sesso femminile a essere il doppio di quelle di sesso maschile. Al Nord troviamo il 34,4% delle pensioni per invalidità civile (46% della popolazione), al Centro il 20,7% (20% popolazione). Al Sud e nelle Isole il 44,8% (34% della popolazione). Abbiamo 223.958 prestazioni per ciechi totali o parziali (7,3%), 61.001 a sordomuti (1,99%), 2.281.116 a invalidi totali (74,5%), di cui 1.775.431 hanno l’indennità di accompagnamento (58% delle prestazioni totali di invalidità civile erogate), 494.415 a invalidi parziali (16,2%).

Naturalmente, il numero di chi riceve la pensione d’invalidità civile è inferiore al numero delle prestazioni perché è possibile che un singolo invalido riceva più pensioni (un 45enne, invalido al 100%, con diritto all’accompagnamento e con reddito minore di 16.532 euro, riceve non solo la pensione di invalidità civile totale, ma pure l’indennità di accompagnamento per invalidità civile totale). Nell’ultimo rapporto dell’Istat si parla di 2.629.773 percettori.

Con l’alzarsi dell’età, aumenta pure il livello di non autosufficienza. In particolare oltre gli 80 anni. Tra gli uomini, la percentuale di erogazione è del 41,14%: 12% minori di 20 anni, 50,5% tra 20 e 65 anni, 37,5% oltre i 65 anni, di cui un 22,7% di uomini oltre gli 80 anni. Per le donne (59,6% di percentuale totale di erogazione), invece, troviamo queste cifre: 5% minori di 20 anni, 34,1% tra 20 e 65 anni, 60,9% oltre i 65 anni, di cui il 46,3% di donne oltre gli 80 anni.

Prima abbiamo detto che i dati non comprendono l’invalidità civile tra i dipendenti pubblici. L’Inps, a questo proposito, dà la cifra nel bilancio sociale relativo al 2015: erano 233.672. Da citare poi le prestazioni che l’Ente eroga a chi ha avuto effetti invalidanti da un incidente sul lavoro (628.868 nel 2016, l’87,7% uomini). E ancora: sono state 383.055 le pensioni o gli assegni sociali erogate al compimento del 65esimo anno di età, originate da precedenti prestazioni di invalidità civile. Per le forze armate e le forze di polizia, nel 2015, ci sono state 150 mila pensioni assegnate (fonte: sede nazionale dell’Unione nazionale mutilati per servizio).

A mutilati e invalidi di guerra, sono state erogate 300 mila prestazioni. In questo caso, il dato è ancora antecedente, si riferisce infatti al 2014 e arriva dall’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra. Sono compresi i militari e le relative reversibilità a vedove e orfani, le prestazioni analoghe a chi è stato riconosciuto ‘partigiano’, alle ‘medaglie’ con qualche disabilità connessa a eventi di guerra o meno, alle vittime civili di guerra (epoca 1939-45 e danni causati dallo scoppio di residuati in un tempo successivo). Per ragioni ovvie, questi dati diminuiscono di anno in anno. Erano 229 mila nel 2004, sono scesi a a 131 mila nel 2014.

di Alessandro Pignatelli

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