La polvere sui libri – Angeli pericolosi, di Francesca Lia Block

Una Los Angeles tinta di fiaba, in cui la realtà più cruda si fonde con elementi del fantastico quasi disneyano: un’opera capace di scivolare con naturalezza dal tema dell’hiv alle magie di un genio nascosto in una lampada, dal bullismo omofobo alle visioni sognanti delle piante di yucca che parlano nel silenzio del deserto. “Angeli pericolosi”, saga composta da una serie di romanzi brevi, è un mondo davvero a sé. Una saga inevitabilmente destinata a dividere i giudizi: c’è chi l’ha amata e chi semplicemente non è riuscito ad andare oltre le prime cento pagine di quell’universo glitterato e surreale. Lo stile di Francesca Lia Block è senza dubbio carico e qualcuno direbbe eccessivo. Ogni descrizione è come un dipinto in cui non si riesce a smettere di trovare nuovi dettagli. Qualcuno vorrebbe esaurirli, per potere finalmente godere di una visione d’insieme e magari trovare un senso. Altri invece vogliono perdersi dentro, possibilmente fino a dimenticare di essere davanti al dipinto e ritrovarsi invece a farne parte. «Un’autrice che scrive come se componesse stupende canzoni tra il glam e il punk» la definisce l’attore John Cameron Mitchell. Una descrizione poetica ma puntuale. Un avvertimento per chi si avvicina alle sue opere: mai come ora è importante la sospensione dell’incredulità. Chi apre un suo libro deve essere disposto a prendere per buono anche l’assurdo, l’inaccettabile, il proverbiale “troppo”. L’impressione iniziale può essere quella di una storia che si perde lungo le sue stesse strade luccicanti, tra i locali dove le cameriere pattinano tra i tavoli e la casa con il tetto di sabbia dorata di nonna Fifi. Chi avrà la pazienza e la fiducia di abbandonarsi nelle mani dell’autrice approderà invece a un finale inatteso, forse inaspettatamente duro, ma non privo della magia che ha accompagnato tutte le pagine che l’hanno preceduto.

La saga si apre con la presentazione della prima protagonista, Weetzie Bat. Un personaggio a sua volta eccessivo fin dalle prime righe: un tripudio di rosa, frange e glitter. Già nella prima pagina entra in scena Dirk, a sua volta caricato a dovere: cresta nera, giubbotto di pelle di ordinanza, gli occhi truccati. Attorno a loro ruoteranno tutti gli altri personaggi, dando vita a una folle famiglia allargata: le bambine Cherokee e Babystrega, già dalla nascita destinate a essere uniche, che nel corso degli eventi dovranno fronteggiare la crescita e l’inevitabile perdita di magia che la accompagna; Duck, solo apparentemente allegro, ma in realtà segnato dalla paura e dal dolore; My Secret Agent Lover Man, piegato dal peso delle responsabilità in un mondo che va nel verso sbagliato; Coyote, in contatto con la parte più profonda della natura; e ancora la famiglia Jah-Love e quella dei Perez, segnati dalla diversità in una realtà che fa solo finta di accettarla. Le personalità così marcate, quasi caricaturali, se da un lato possono esasperare un certo tipo di lettore, dall’altro fanno sì che le loro vicende percorrano strade molto chiare e definite.

Un libro forse non per tutti da amare, ma sicuramente da provare per chi vuole uscire dall’ordinario.

di fabiana Bianchi

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