Think pink! – Acqua azzurra, acqua cara: il falso scandalo dell’Evian Ferragni

Chissà se un giorno troveremo un modo univoco di affrontare un argomento. Tipo “oggi è una bella giornata”. Ci sarà sempre chi ama il caldo e chi lo detesta (io), ma di fatto possiamo essere tutti concordi nel dire che una giornata di sole, con il cielo terso e azzurro è – climaticamente parlando – una bella giornata.chiara-ferragni-acqua-2017-09-28-alle-10.43.46

Immaginiamo la scena: siamo nel letto ancora mezzi addormentati, reduci da una settimana di freddo e pioggia. Una persona (già che ci siamo potete immaginare che sia chi volete: vostro marito, Belen, il direttore della vostra banca con in mano un assegno da un milione di euro o George Clooney. Vi concedo anche il modello della Coca-Cola, niente di meno), dicevamo: una persona entra in camera e ci dice “sveglia, è una bella giornata!”

Qual è il passo successivo? Scendiamo dal letto, alziamo la tapparella e verifichiamo.

Giusto? Lo facciamo tutti?

E allora, di grazia, perché non usiamo lo stesso criterio con le notizie? Un esempio a caso: perché non abbiamo usato lo stesso criterio con la “notizia” dell’acqua Evian limited edition personalizzata da Chiara Ferragni?

Da tre giorni sui social non si legge altro. Chiara Ferragni firma una bottiglia di Evian che costa 8 Euro: scandalo. Chi vomita bile perché sostiene che l’influencer nostrana sia incapace di fare qualsiasi cosa ma gli italiani caproni la seguono (non si sa per quale motivo), chi gioca a fare il piccolo moralista e posta foto della famigerata bottiglia accanto a quella di bambini africani che bevono da una pozzanghera, i blasfemi di casa Simpson che paragonano Evian con l’acqua di Lourdes, e via di questo passo.

Nessuno, e dico NESSUNO, che si sia fermato a fare una riflessione o a verificare i fatti.

Partiamo dall’inizio.

Una settimana fa, più o meno, Stefano Guerrera (Se i quadri potessero parlare), influencer con centinaia di migliaia di follower, riceve una foto scattata in un negozio de La Rinascente (basta guardare attentamente il cartellino per scoprirlo) che ritrae bottiglie di acqua Evian personalizzate da Ferragni con il prezzo in bella vista: 8 euro per 750ml. Stefano pubblica la foto con un commento: “TI voglio bene Chiara, davvero. Non sono ironico ma l’Evian a 8€ perché c’è l’occhietto e il tuo nome ANCHE NO.” Apriti cielo. Partono le condivisioni, le copie, i commenti e tutto il cinema che avrete visto in rete. MA! Come sempre c’è un ma, anzi, ce ne sono un po’

Stefano Guerrera – come ha abbondantemente spiegato nei commenti, nelle stories di Instagram e ovunque potesse – si stava riferendo ad altro. Il commento era, ed è, pertinente e valido: Chiara Ferragni è un brand, la sua persona lo è. Sui social condivide la sua quotidianità, la famiglia, gli amici, la sua vita e il suo modo di essere. Utilizzare il suo brand (la sua immagine, il suo volto) ha un senso quando si tratta di moda, di luoghi, di gioielli. Chiara infatti condivide il suo stile di vita attraverso prodotti di ogni tipo, dal più popolare al più esclusivo. Prestare il proprio volto per commercializzare un’acqua che costa 10 e passa euro al litro stona. Per gli addetti ai lavori stona il doppio, perché non è in linea con il messaggio che, in maniera straordinariamente professionale e coerente, trasmette ai suoi follower. Tutto qui.

Ma il popolo del web non vedeva l’ora di attaccare l’amata e odiata Ferragni quindi si è armato della consueta verve ed è partito all’attacco (apprezzerete il fatto che non ho nominato l’analfabetismo funzionale di cui abbiamo già parlato nell’articolo su Nadia Toffa, oggi. Sono mansueta). Come abbiamo visto qualche riga più su sono partiti commenti, attacchi, rabbia e contestazioni. Peccato che:

  • l’acqua Evian su Amazon.it costa € 6.99 per 750 ml. Non mi stupisce che un grande magazzino abbia un costo maggiore
  • la campagna promozionale di Chiara Ferragni è un’operazione di un anno fa (e il fatto che ci siano ancora bottiglie in giro mi spingerebbe a suggerire a Evian di fare un ragionamento sulle strategie commerciali, ma questo è un altro discorso)
  • Chiara Ferragni concorda una strategia di comunicazione (pubblicità), non decide il costo di vendita. Prendersela con lei perché Evian vende l’acqua a 8 Euro è come prendersela con il tappeto perché il cane ci ha fatto la pipì (cit.)
  • A meno che ci si trovi di fronte a persone con un grave deficit, incapaci di intendere e di volere, e non le si obblighi ad acquistare quell’acqua (pena la morte per disidratazione), si può decidere di non comprarla

Torniamo adesso al risveglio di cui abbiamo parlato all’inizio. Quando ci dicono che è una bella giornata, d’istinto guardiamo fuori dalla finestra e verifichiamo. Perché non seguire lo stesso istinto per tutto?

di Sabrina Antenucci

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