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Farinetti (Eataly): “Chiudere la domenica? Una Apocalisse”, ma a Roma i negozianti dicono sì

“Le chiusure domenicali dei negozi? Una Apocalisse”. Non usa mezzi termini Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, nel commentare il provvedimento di Luigi Di Maio e del Governo. “Sarebbe un grave errore, perderemmo un sacco di posti di lavoro”. Continua Farinetti: “I negozi fisici vanno tenuti aperti quando la gente ha tempo di venire. Altrimenti, vincerà l’online. Ho parlato con i giovani che lavorano da Eataly, al 90 per cento giudicano una follia chiudere i negozi alla domenica e sono pronti a lavorare, anche perché si guadagna un po’ di più, un 30 per cento in più”.

Dalla parte di chi lavora anche la domenica c’è invece un netto sì alla chiusura. Eurospin, uno dei discount più importanti del nostro Paese, ha infatti deciso di affidare a un comunicato la reazione positiva alla proposta del ministro del Lavoro: “Ci sembra importante prendere una posizione netta a favore della chiusura domenicale. Siamo convinti che l’iniziale diminuzione delle vendite sarà presto compensata dall’apertura di nuovi negozi”.

A Roma, centro in cui di più si vede lo spopolamento dei piccoli negozi a favore dei centri commerciali e dei supermercati, cosa ne pensano proprio loro, i commercianti? Dal negoziante di scarpe a quello di calze è un coro di sì: “Siamo d’accordo. Si potrebbe tornare a vivere, oltretutto aprendo la domenica ci sono costi troppo alti da sostenere, il più delle volte non c’è questo rito, tantissimi clienti tendono a fare il week end fuori. La domenica è per la vita privata, la famiglia e poi la domenica non si va a messa?”.

Sì alle saracinesche giù, dunque, a patto che lo siano tutte: “Che non ci sia disparità, soprattutto per quanto riguarda i centri commerciali”. Al negozio di abbigliamento, la commessa dice: “E’ necessario fare un passo indietro per riavere un livello di vita più umano. Tanto se uno è intenzionato a venire a comprare qui, ci verrà in un altro giorno della settimana”. Più avanti, un altro negoziante interviene nel dibattito: “Non è vero che aprire la domenica faccia crescere le assunzioni. In tutto il Nord Europa, hanno tolto la domenica lavorativa”.

Una voce fuori dal coro, la titolare di una profumeria: “Restiamo così, con la libertà di aprire o di chiudere. Rispetto ai grandi centri commerciali, le piccole imprese offrono un servizio differente a una clientela mirata; per cui, non ci può essere una vera e propria competizione”.

di Alessandro Pignatelli

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