Benvenuti al Centro – Il giardino del vicino è verde smog

La rubrica di questa settimana non è tanto un confronto tra Centro e altre zone d’Italia. Quanto uno spaccato di vita di un piccolo paesino umbro. Di quelli che, quando ne parli con chi non conosce quasi nulla della zona in cui abiti, ti risponde: “Ah, di sicuro c’è l’aria buona. Di sicuro c’è il verde. Di sicuro hai un panorama stupendo”. Tutto vero, o quasi. Effettivamente, per chi arriva dalla pianura padana, in cui l’unica collina da scalare è il cavalcavia, le differenze sono enormi. Ti affacci e vedi le colline, vicine. Tu stesso abiti su un colle. Per andare nella città più vicina, la strada è piena di curve (chi vive al Nord le farà forse in tutta la vita). L’aria è buona, certo, ma non è che non ci sia mai la nebbia, non è che d’estate le zanzare non esistano. E quando fa caldo, fa caldo davvero.

Insomma, le differenze ovviamente ci sono eccome. Il verde c’è, sì, così come ogni tanto può capitare che in tasso dorma sotto casa tua. O che di sera una volpe attraversi la strada furtiva e veloce. Ma se prima vivevi in una città, ci sono pure gli handicap. Non è tutto rose e fiori, insomma. Per esempio: niente pizza a domicilio, niente cinese se vuoi le nuvole di drago, niente cinema. Devi farti comunque mezzora di macchina. Il giro, la passeggiata dura lo spazio di un respiro: in un quarto d’ora, hai finito. Lo stesso tempo che ci puoi mettere a guardare le vetrine di un corso centrale nella città. Ci si conosce quasi tutti, sì. Ma non è che si diventi amiconi con tutti. Anche perché siamo pur sempre al Centro, non al Sud.

Le novità, quello sì, sono le più strane. C’è fermento, per esempio, se vengono a rifare le strisce pedonali e la segnaletica stradale. E se ne parla per giorni e giorni. Così come dell’ultima predica del parroco. Naturalmente, ma era implicito nel discorso sulla passeggiata che finisce in un quarto d’ora, usare la macchina può diventare superfluo. Eppure, chi qui ci ha sempre vissuto, considererà distante un luogo che vedi dalla finestra e che è raggiungibile in cinque minuti a piedi. Quando la farmacia si è trasferita 30 metri più in là, le abitudini di tante persone sono cambiate. “E ora, come si fa? Toccherà prendere l’auto”. E tu che hai lo sguardo tra il perplesso e il compassionevole. E vorresti dire: “A Milano se la fermata della metropolitana è a 30 metri da casa, il valore di quell’immobile sarà sensibilmente più alto di uno che non ha la stazione a portata di mano”. Dettagli.

Ah, il cielo è visibile quasi tutti i giorni, da una certa ora in poi. Ed è azzurro che più azzurro non si può. Le nuvole, invece di stare in cielo come al Nord, stanno sotto i tuoi piedi. E creano un effetto fiabesco. Sempre che non ti ci abitui. Perché, poi, diciamolo: tutto il mondo è paese. C’è chi non si rende conto di vivere tra bellezze del passato (vedi i romani), figuriamoci se ci si rende conto che, abitando in un paesino del Centro Italia, puoi essere invidiato. No, la frase più bella che ho sentito qui è stata: “Non succede mai nulla, non c’è niente. Altro che il Nord”. Com’è quel detto? Il giardino del vicino è sempre più verde. Anche quando il verde è color smog.

di Alessandro Pignetelli

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