Torna la Nazionale di Mancini

Il ruggito di Leonetti

 La Nazionale di Mancini riparte dopo due turni di Nations League tutt’altro che esaltanti, il pareggio a Bologna con la Polonia e la sconfitta dura patita in Portogallo, con i lusitani provi di Cristiano Ronaldo. In programma l’’amichevole con l’Ucraina di ieri sera a Genova, con un progetto assai nobile per gli sfollati del ponte Morandi ospitati allo stadio per assistere al match, e la sfida con la Polonia in Nations League di domenica prossima, dove gli azzurri hanno un solo risultato: vincere altrimenti vengono eliminati dalla neo competizione Uefa.

Mancini ha convocato 28 elementi, ha dovuto rinunciare per guai fisici a D’Ambrosio, Romagnoli e Cutrone, rispediti a casa, chiamando Tonelli e per la prima volta Piccini, italiano che milita all’estero e gioca la Champions League, in passato con lo Sporting di Lisbona, oggi con il Valencia. Hanno fatto discutere le non convocazioni di Balotelli e Belotti che il ct ha così spiegato:” Valutazioni tecniche i due attaccanti non attraversano un momento di forma straordinario, pur con differenze fra loro. Fanno parte di questo gruppo, quando saranno al cento per cento ci torneranno. E comunque non sono gli unici esclusi”. E desta curiosità anche la convocazione di Giovinco che milita nel campionato americano con il Montreal: “Ha 31 anni, fa bene da alcuni anni, ha grandi qualità e lo seguiamo da tempo: volevo vedere dal vivo come sta”. Ciò dovrebbe significare che Mancini ha intenzione di impiegarlo, ma ciò che più importa è che gli azzurri mutino rotta in fretta, riuscendo a mostrare gioco e prove confortanti che nelle prime due uscite non si sono viste, con critiche pesanti puntualmente giunte.

Dopo la vergogna dell’eliminazione dai Mondiali di Russia, la stampa bracca la Nazionale da vicino e si capisce anche dalle parole del ”Mancio” che non ha peli sulla lingua a riguardo delle attese di tutti gli sportivi italiani e le critiche andate a bersaglio: “La parola pazienza non fa parte del vocabolario del nostro calcio, siamo abituati alle critiche. Leggo poco i giornali, anche perché basterebbe leggere quelli di vent’anni fa e sarebbe più o meno lo stesso. Sapevamo che la strada non sarebbe stata facile e io preferisco annotare che un mese fa abbiamo perso contro i campioni d’Europa con una squadra Under 23 e mezzo, facendo secondo me bella figura al di là del risultato. La nostra strada è quella, dobbiamo andare avanti, e con il lavoro metteremo insieme una buona squadra. L’obiettivo è qualificarsi per l’Europeo. Giocare la Nations League è meglio che giocare amichevoli, ma l’obiettivo resta quello: se arriveremo primi nel girone – e siamo ancora in ballo, se vinciamo in Polonia – oppure secondi saremo più felici, arrivando terzi l’unico problema può essere andare al sorteggio rischiando di incontrare avversarie forti.

La retrocessione? Ci sono quattro gruppi di A, in uno ci sono Inghilterra, Spagna e Croazia, e una andrà in B…”. In soldoni le dichiarazioni del ct vanno dritte al punto, serve un percorso, serve del tempo, per ritrovare una Nazionale competitiva, l’obiettivo vero è la qualificazione agli Europei del 2020 ma la rinascita passa, aggiungo io, anche da prestazioni importanti e in netta ripresa nelle prossime due prove in Nations League. Una Nazionale come quella tricolore non può snobbare nemmeno un’amichevole, figurarsi le manifestazioni ufficiali. Da Mancini e i suoi ragazzo ci si attende una svolta di crescita, sin da queste due partite in programma.

di Franco Leonetti

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