Angelica e Caterina: condividere le emozioni

Angelica e Caterina hanno lo stesso sorriso. E lo stesso sguardo, quello di chi ha scoperto il segreto della felicità.
“E’ stata Caterina a insegnarmi il senso della vita. A farmi capire cosa sia la vera gioia. Ed è racchiusa lì, nelle piccole e quotidiane cose” dice Angelica.

Angelica Malinverni ha 44 anni ed è la mamma di Caterina, che ne ha 19. La loro è una vita “a due. Siamo solo io e lei, lo siamo state fin da subito. E il rapporto meraviglioso che abbiamo costruito è – spiega la mamma – stato la chiave della nostra felicità. E’ una chiave che apre un mondo fatto di affetti immensi: una grande famiglia e tanti amici”.

‘Fin da subito’ significa da quando Angelica è rimasta incinta, diciannove anni fa. Una gravidanza serena, “ma sentivo che c’era qualcosa che non andava. Così come lo intuivo dopo il parto, osservando Caterina. I medici e coloro che mi stavano intorno non mi davano retta ma continuavo a chiedere di credermi, perché sapevo che le mie non erano ‘fisse’ ma reali e giuste sensazioni. E così è stato”.

Caterina inizia a crescere, raggiungendo le tappe un po’ più in ritardo dei suoi coetanei: “Ha iniziato a camminare tardi e con fatica e non ha mai parlato – spiega Angelica -. Con il tempo, almeno, i miei pensieri sono diventati credibili anche agli occhi degli altri. In ogni caso non abbiamo mai avuto una diagnosi: Caterina è semplicemente affetta da un ritardo psicomotorio. Ma, a dire il vero, non servirebbe a nulla dare un nome alla sua malattia: le soluzioni agli ostacoli le abbiamo trovate tutte, non ci serve altro”.

Tra questi ce n’è uno contro il quale devono costantemente combattere: le crisi epilettiche. “Sono il problema più grande di Caterina. Tornano periodicamente. La più brutta è stata dodici anni fa, quando aveva solamente 7 anni: fu talmente forte che fu portata in rianimazione. Quando si risvegliò, non fu più in grado di camminare”.

La regressione è stata difficile da accettare, per Angelica: “Più difficile di tutto il resto. Da lì abbiamo di nuovo dovuto reinventarci. Tirarci su e trovare nuove strade. Non è stato facile ma, come sempre, ce l’abbiamo fatta”.

Oggi Caterina frequenta il Liceo Musicale a Vercelli. Alcuni pomeriggi fa fisioterapia e, insieme alla mamma, ha un’attiva vita sociale: “Ci piace uscire, partecipare a manifestazioni, eventi sportivi. Lo sport, insieme alla musica, è sempre stato parte della vita di Caterina ed è un elemento molto importante, soprattutto quando si parla di disabilità. Nello sport non esistono limiti”.

La ragazza partecipa insieme ai ‘MaratonAbili’, l’associazione sportiva Onlus che consente ai ragazzi disabili di vivere una vera e propria maratona. A raccontare quei momenti sono le foto scattate a Caterina durante le corse. O meglio, a raccontare quei momenti è il sorriso di Caterina in quelle fotografie: contagioso, comunicativo, esplicativo. Un sorriso che parla e che racconta, senza la necessità di parole, un’emozione.

Caterina, in realtà, sembra non avere mai bisogno di parole: le sue sensazioni sono chiare, visibili e inconfondibili sul suo volto dai tratti delicati. È spontaneità allo stato puro: sorride, quando è felice. Piange, quando qualcosa non le va bene. Anche durante l’intervista non c’è stato bisogno che lei parlasse: la sua presenza era tangibile attraverso i suoi gesti e i suoi sorrisi.

“Il nostro rapporto è chiaramente basato sulle emozioni. Da fuori si può pensare che la nostra sia una vita difficile – dice Angelica – in realtà, la nostra, è una vita come le altre. È una vita normale. A volte mi sento stanca, ma solo fisicamente. Non mi sono mai sentita abbattuta moralmente: molti mi dicono che questo è grazie alla mia forza ma io non mi sento una persona particolarmente forte. Io sono una mamma, semplicemente. E vivo la mia vita con mia figlia in base alle sue e nostre esigenze. Ma, soprattutto, sono una mamma fortunata”.

Angelica utilizza il termine ‘fortuna’ ma, in realtà, tutto ciò che nella vita è riuscita a ottenere per se stessa e per la figlia è stato grazie al suo costante impegno: “Non mi sono mai arresa di fronte alle difficoltà. Non ho mai avuto paura di andare a bussare alle porte, consapevole che le soluzioni vadano cercate e non aspettate. È questo, infatti, che vorrei poter dire a tutti i neogenitori di figli con disabilità che si sentono in difficoltà: non lasciate che gli ostacoli vi abbattano. Non ne esistono di insormontabili. Non chiudetevi nelle vostre paure, parlate, condividete le vostre emozioni, siano belle o brutte. C’è bisogno di essere una forte comunità, di aiutarci tra di noi: solo così è possibile scoprire tutte le opportunità che ci sono dietro una difficoltà”.

Non solo. Perché un altro messaggio che sta a cuore Angelica è quello verso la società: “Viviamo in un mondo pieno di paure e non siamo abituati a relazionarci con la disabilità. A volte anche chi è senza pregiudizi non sa come comportarsi dinanzi a un disabile o, soprattutto, con i suoi familiari: molte persone hanno timore addirittura a guardarlo, non sanno quali parole utilizzare con chi gli sta accanto per paura, in qualche modo, di offendere. Anche qui c’è un’unica soluzione: comunicare. E farlo nella maniera più spontanea possibile, come fanno i bambini. Mi capita spesso che mi chiedano perché Caterina fa determinate cose. O semplicemente ‘cos’ha’. E io glielo spiego, senza problemi. Abbattere l’ignoranza, la poca conoscenza della disabilità è il primo passo per un mondo senza barriere. Non tanto quelle architettoniche ma quelle più difficili da abbattere: quelle mentali”.

di Sabrina Falanga

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