Caso Cucchi, parla l’avvocato Pini: “Le parole di Tedesco un passo significativo”

Il muro di omertà è caduto. Francesco Tedesco, carabiniere imputato nel nuovo processo per la morte del trentenne Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre del 2009 all’ospedale ‘Pertini’ di Roma, ha chiamato in causa due suoi colleghi, Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro: “Fu un’azione combinata, Cucchi prima iniziò a perdere l’equilibrio per il calcio di D’Alessandro, poi ci fu la violenta spinta di Di Bernardo che gli fece perdere l’equilibrio provocandone una violenta caduta sul bacino. Anche la successiva botta alla testa fu violenta, ricordo di avere sentito il rumore”. Tedesco era lì, la notte dell’arresto, avvenuto il 15 ottobre del 2009 per spaccio di droga. Aggiunge: “Spinsi Di Bernardo, ma D’Alessandro colpì con un calcio in faccia Cucchi mentre questi era sdraiato a terra”.

Eugenio Pini avvocato Stefano Tedesco (caso Cucchi)A far cadere il muro di silenzio e depistaggi – comprese le accuse a tre agenti penitenziari di aver pestato Cucchi nelle celle di sicurezza del tribunale all’indomani dell’arresto, la Cassazione li aveva comunque assolti nel 2015 – ci ha pensato dunque chi finora non aveva parlato per paura di ritorsioni. Assistito dall’avvocato Eugenio Pini, che noi abbiamo intervistato in esclusiva, e che giustamente vuole mantenere un profilo ancora basso. “Abbiamo compiuto un passo significativo più che altro a livello sociale, ora spero che ci saranno sviluppi processuali seri e che si riesca a  far coincidere la verità del processo con quella storica”.

Ripete spesso che siamo ancora all’inizio l’avvocato Pini e spiega perché il suo assistito ha deciso finalmente di rendere pubblica la verità della notte del pestaggio a Cucchi: “Ci sono più motivi. Intanto le dichiarazioni del comandante generale che ha detto chiaramente che sarà punito chi ha sbagliato, poi i provvedimenti presi dall’Arma – come la sua sospensione –  e la consapevolezza da parte di Tedesco che ciò a cui aveva assistito poteva essere collegato con la morte di Cucchi. Ha compreso che la situazione era stata presa sul serio”.

In aula, Francesco Tedesco dovrebbe comparire il prossimo 24 ottobre: “Penso che confermerà quanto è già stato verbalizzato. Gli altri imputati, quelli chiamati in causa dal mio assistito, credo che si difenderanno. Vedremo”. L’eco mediatica è stata molto forte, la verità ristabilita ha risvegliato le coscienze dell’opinione pubblica: “Le dico la verità: noi restiamo assorbiti completamente dal processo e dal procedimento disciplinare nei confronti di Tedesco. Posso solo dire che a livello mediatico e di opinione pubblica non è andata male, il messaggio è passato all’esterno ed è stato compreso da tutti”. Aver sferrato colpi forti di piccone al muro potrebbe comunque non essere sufficiente per evitare la destituzione da parte di Stefano Tedesco, come spiega l’avvocato Pini: “Potrebbe succedere, l’accusa resta ancora quella di abuso d’autorità. Vedremo come la Corte valuterà”.

Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, era presente in aula. Come tutta la famiglia. Eugenio Pini dice però di non averci parlato: “L’ho vista, ma non ho scambiato parole con lei. Io in questa vicenda ho un ruolo neutro”. Restano le parole di sollievo di Ilaria, che tutti hanno già ascoltato: “Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi. Mi aspetto le scuse del ministro dell’Interno. A Stefano e alla nostra famiglia per tutto quello che ha sofferto”. Quando inizia a cedere un muro, in particolare di omertà, si riesce a vedere più chiaro dall’altra parte. Uno dei misteri d’Italia non resterà tale grazie a chi ha avuto la forza finalmente di parlare, Stefano Tedesco, carabiniere che ha avuto la sfortuna di essere presente la notte del pestaggio. Ma che non poteva tenersi dentro ancora per troppo tempo una verità così cruda. Di questo non si può che ringraziare lui e il suo legale, Eugenio Pini.

di Alessandro Pignatelli

Rispondi