Intervista ad Andrea Barone croce rossa Vercelli

Andrea Barone soccorre le persone da trentacinque anni, da quando aveva 18. E’ delegato di Obiettivo Salute e Consigliere della Croce Rossa di Vercelli, oltre che un infermiere abilitato al soccorso avanzato. Durante i suoi anni di servizio è venuto spesso a contatto con il mondo della droga soccorrendo persone in astinenza o in overdose.

Andea BaroneLa droga: che tipo di male è?
Il fenomeno droga coinvolge una serie di situazioni. Uno di questi è lo stato sociale nel senso che ci sono delle forme di droga più povere sotto certi punti di vista che coinvolgono lo stile di vita delle persone, l’astinenza o i problemi psicologici che portano a vivere con uno stile di vita particolare. Ad esempio la necessità di soldi per procurarsi la roba, rubare per sostenere la droga o a stili di vita scorretti dal punto di vista alimentazione, ritmo sonno-veglia, che crea nel metabolismo tutta una serie di problemi. Quindi oltre all’intossicazione, perchè la droga è una sostanza tossica, e velenosa per l’organismo. L’eroina iniettata, ad esempio, che causa tutta una serie di complicazioni al fegato, al cervello, a tutti gli organi, agisce sul metabolismo anche a livello cardiovascolare. Ci sono poi problemi legati alle scarse capacità, anche igieniche della persona poiché vivono in situazioni di disagio anche dal punto di vista igienico, senza escludere che la maggior parte delle volte si scambiano la siringa tra di loro e quindi ci sono problemi di trasmissioni di malattie legate al siero del sangue. Non andiamo solo a pensare all’HIV che è quello di cui si parla di più e che è comunque un fenomeno oggi abbastanza ampio, ma anche epatite di tipo B in avanti, tutta una serie complicazione di infezioni che non vanno sottovalutate sia dal punto di vista della persona che dal punto di vista sociale.

Quale tipo di soccorso ha effettuato maggiormente?
Le mie esperienze personali sono legate bene o male alle droghe povere, quelle che si vedono di più e sono più eclatanti. Le droghe ricche come la cocaina, sono cose che vengono viste di meno, si sanno, ma sono più costose. O rubi tanto se rubi o devi avere il portafoglio pieno per procacciare la dose che è molto più costosa. Quelli che ho visto di più sono i classici tossicodipendenti che si possono incontrare alla stazione, che vagabondeggiano e sono solitamente eroinomani che si iniettano per via venosa. Dieci anni fa il fenomeno era un po’ più allargato e più di una volta anche noi operatori siamo stati a rischio. Si entrava a soccorrere e recuperare le persone per due motivi: uno è quando stanno male per la crisi di astinenza, anche solo per farsi “lo schizzetto” come dicevano loro, ma soprattutto il problema maggiore è l’overdose. A causa di errori di somministrazione o di preparazione la persona si può iniettare una dose superiore di quella che lo fa ” sballare” e questo può portare all’arresto respiratorio e circolatorio. La prima fase è la perdita di conoscenza che è normale nel momento in cui si iniettano però prolungata può andare ad agire sul sistema bulbare e la persone va in arresto respiratorio come se fosse stata anestetizzata. È quindi una situazione di emergenza e bisogna a agire velocemente, perchè una persona in arresto che non ossigena il sangue per un tot di tempo passa all’arresto cardiaco e se il sangue non arriva al cervello entro un tot di tempo o rimane un vegetale o muore. Questo tipo di emergenze sono contestualizzate molto spesso in situazioni di difficoltà anche per gli operatori. Io sono andato più di una volta in uno scantinato a noi famoso per il pericolo legato alle droghe a soccorrere persone in overdose.

Verso quale età insorgono le problematiche legate alla droga?
Questo tipo di problematiche iniziano relativamente presto, diciamo dai 16 anni in su, ma sono di ristretta forbice perchè o la persona decide di disintossicarsi o solitamente muore. La forbice è abbastanza stretta perchè di quei tossici di cui parlavo di dieci anni fa, io ne conosco due che sono usciti dalla droga, ma uno dei due si è un ammalato per altri motivi di malattie infettive. Quelli vanno un po’ ad esaurimento nel vero senso della parola. L’eroina con dipendenza da iniezione porta quasi sempre alla morte o a una condizione di invalidità molto grave. Dai 18 anni è il picco perchè devono avere la possibilità di procurarsela ed è tutta intenzione di un pusher portarti dentro perchè poi dopo li procura il lavoro: si va dai 18 ai 25, 30 anni per questo tipo di tossicodipendenza.

Oltre all’eroina, che cosa va tra i giovani?
Ci sono locali in cui il mescolamento alcool droghe può capitare soprattutto a molti giovani, dai 16 anni fino a anche 40 anni che frequentano quel tipo di discoteche e assumono le ‘pasticche’; invece la cocaina è un po’ più avanti, dai 30 ai 45, 50 anni. Il fenomeno di cui mi sento di parlare più apertamente sono questo tipo di pastiglie che vengono chiamate anche ‘droghe dello stupro’, perchè molto spesso vengono utilizzate di nascosto per accalappiarsi facilmente la preda sessuale. Ma c’è sempre anche l’interesse alla vendita molto più lampante ed evidente: io ti do la pastiglia, ti faccio sballare, a te piace e me la vieni a richiedere. Il fenomeno più oscuro e pericoloso per i giovani che frequentano discoteche è l’assunzione involontaria, quando qualcuno ti infila nel bicchiere qualcosa. Molte sostanze che girano adesso non sono nemmeno testabili, cioè in ospedale quando il paziente arriva e gli facciamo il famoso ‘Emit’, esame di sangue esame e delle urine, e andiamo a cercare queste sostanze che conosciamo, ma non le troviamo. Oggi sono così mutevoli e variabili anche se poi girano sempre gli stessi principi attivi, ma per andarli ad identificare si deve usare il suo metabolita ed il suo catabolita, cioè avere una sostanza che si lega a quella determinata sostanza stupefacente e farti dire ‘sì questa persone è intossicata da questo’. Nell’urgenza non abbiamo più nemmeno quell’arma, perchè certe sostanze non sono più nemmeno ancora catalogate. Le sostanze aumentano sempre, alcune spariscono dall’utilizzo ma ne arrivano sempre di nuove e sempre più pericolose. Siamo tornati un po’ all’LSD, che è stata una droga degli anni ’70 e ’80 che poi è sparita per un certo periodo, fino a ricomparire. Diciamo che la radice è quella, ritorna magari nei momenti in cui tu meno te lo aspetti.

Quanti interventi fa a causa della droga?
Negli anni ’90 e 2000 ci capitavano uno o due interventi durante il weekend ed un paio di altri durante la settimana, solo a Vercelli 5 o 6 a settimana di overdose o problemi di astinenza. L’astinenza viene controllate a livello sanitarie da ” droghe” private dal thc, private dall’effetto di sballo, come ad esempio il metadone. Capitava spesso che per le crisi non si rivolgessero ai centri metadonici perchè se tu ti continui a fare il metadone non te lo danno, devi entrare in un percorso per disintossicarti e non prendere uno e l’altro. Quindi spesso e volentieri non si mettevano in cura metadoniche e non riuscendo a procurarsi la dose avevano problemi di astinenza. Ora i casi sono un po’ più sporadici, rispetto a prima, forse perchè si organizzano un pochino meglio.

di Deborah Villarboito

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: