La gente di qui si rimbocca sempre le maniche

Oggi vi voglio parlare di un evento che ha segnato la vita di molti, che tuttora continua a segnarla. Di famiglie che hanno perso i propri cari, hanno visto le case crollare, le attività imprenditoriali sbriciolarsi sotto quelle potenti scosse che, due anni fa, hanno messo in ginocchio buona parte del Centro Italia. Norcia, Preci, Amatrice: località che sono state abbattute dalle scosse sismiche di incredibile forza e lunghezza.

Incredibile la forza di chi vive al Centro. Pur senza nulla, ha dovuto reinventarsi. Non ha smesso di credere nel lavoro. Laddove le lenticchie erano l’unica vera fonte di guadagno, hanno dovuto aspettare, ma appena è stato possibile hanno riportato su i trattori per ricominciare. Le macerie sono ancora un po’ ovunque, quelle del cuore non sono rimarginabili, ma la gente di qui pare avere sottoscritto un patto con il terremoto che, a cadenza grosso modo regolare, colpisce duro. C’era stato quello del 1997, che le telecamere del Tg5 avevano avuto pure la ‘fortuna’ di riprendere in diretta da Assisi. Meno di 20 anni dopo quelle scosse accompagnate da un boato si sono riprese la scena. E in tutto il ‘900 tanti erano stati i movimenti della crosta terrestre proprio tra Marche, Umbria, Abruzzo e Toscana. Tutta colpa dell’Appennino. Ma sarebbe meglio dire della zolla africana e di quella eurasiatica.

La gente di qui pare averci fatto un po’ l’abitudine, oltre che un patto. Tu ogni tanto arrivi, fai sentire la tua voce, distruggi, ti porti via i cari. Ma noi riprendiamo, ricostruiamo, ridiamo vita a paesaggi pieni di macerie. Sapendo che tornerai, ma che noi saremo ancora una volta pronti a fare da soli. Più che del terremoto, dunque, vi parlo della grande forza d’animo che ha la gente del Centro. Non è fatalismo sapere che arriverà prima o poi un terremoto di nuovo devastante, è consapevolezza di saper riemergere. Non è uguale nelle altri parti d’Italia. Chi abita qui, chi si trasferisce qui, sa che si balla parecchio.

Io, personalmente, due anni fa ho sentito per la prima volta nella mia vita il terremoto. Ho avuto paura? No, o forse sì. Ma con il passare dei mesi – perché le scosse forte sono durate mesi – ho acquisito quella mentalità che ti permette di attendere che la scossa passi, di andare fuori, di osservare se ci sono crepe al palazzo e alle stanze. Pregando, sapendo che finirà. Prima o poi. Ma che poi tornerà. Un po’ come il mal di pancia. Se ne soffri cronicamente, puoi provare a mangiare leggero, ma non sempre basta. E quando torna, devi limitare i danni. Magari usando dei fermenti lattici. Come dei materiali anti-sismici. Non puoi sottrarti, però. Questo lo devi sapere bene. A due anni di distanza, l’Umbria sta cercando di riemergere. Il terremoto ha fatto male soprattutto al turismo. Proprio perché chi viene da fuori non è abituato come chi ci abita. A rimboccarsi le maniche, a scavare, a piangere pure per le perdite subite, ma poi ad asciugarsi gli occhi e a rifarsi un pezzettino di casa e di attività. Perciò, se pensate di poter avere o acquisire queste qualità, ‘Benvenuti al Centro’.

di Alessandro Pignatelli

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