L’equilibrio sopra alla follia

18 Ottobre 2018 0 Di il cosmo

di Michela Trada

È tutto un equilibrio sopra alla follia canta Vasco Rossi. Difficile trovare un equilibrio, però, all’ennesima strage senza senso, un omicidio di massa dove la follia ha avuto sì la meglio sulla razionalità. Teatro dell’oscura vicenda, Kerch, cittadina della Crimea. Uno studente, armato di fucile, lo scorso 17 ottobre ha fatto irruzione all’interno del Politecnico dell’omonima località russa e ha sparato in mezzo alla folla ferendo 50 persone e uccidendone 17; immagini che riportano alla mente le cosiddette “stragi americane” per modalità ed epilogo (l’ultima in ordine cronologico è avvenuta lo scorso febbraio a Parkland, in Florida). Il 18enne si è, infatti, poi tolto la vita gettando Kerch nel caos. Solitudine, frustrazione, rancore: difficile spiegare il perché di simili azioni; la crudeltà dell’evento è stata tale, da indurre gli inquirenti a credere, in un primo momento, all’attentato terroristico. Dalla Russia torniamo in Italia, precisamente in Sardegna, in provincia di Oristano; gli esponenti delle forze dell’ordine hanno arrestato cinque giovanissimi in quanto responsabili dell’omicidio di Manuel Careddu, 18enne ucciso e fatto a pezzi per alcuni debiti di droga. Nella schizofrenia di un’epoca sempre più accelerata e social, i valori morali faticano a trovare un equilibrio, a sovrastare il caos, lo stress e una rabbia che diventa vera espressione del sé. Accade nella vita reale, per strada, nei bar, nelle scuole; si ripercuote con forza su Internet, in televisione, sui giornali. La rabbia, è virale e contagia anche chi dovrebbe contribuire ad abbassare i toni e, invece, li abbassa. Oggi più che mai occorre riportare equilibrio, tirando, se necessario, anche il freno a mano. Per dare un senso, appunto, alla follia.

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