Meghan, Kate, la maternità e le femministe

Meghan Markle, la bellissima attrice che ha recentemente sposato il principe Harry di Inghilterra, è in dolce attesa. Niente di nuovo o inatteso, tanto quanto poco innovativi o inattesi sono stati i paragoni con la ben più celebre nuora, Kate Middleton. Mise a confronto, stili a confronto e corbellerie simili vengono riportate da (quasi) tutti i giornali del mondo.

Vista la tempra della neo duchessa ci aspettiamo di vedere anche lei a poche ore dal parto in tubino, tacchi e sorrisi, pronta per regalare al mondo le prime foto del royal baby (settimo in ordine di discendenza). Chissà se le femministe intransigenti attaccheranno anche lei, come ha fatto Keira Knightley con Kate Middleton.

Un paio di settimane fa, infatti, è stato pubblicato il libro “Feminist don’t wear pink (and other lies), che riporta il punto di vista di 50 attiviste per i diritti per le donne tra cui, appunto, Keira Knightley.  Nel suo intervento, intitolato “il sesso debole”, che mira a mettere in discussione la concezione di sesso debole riservato alle donne, Keira Knightley si focalizza sul momento del parto e su quello che questo evento porta con sé. Straordinariamente duro e crudo il suo ricordo, che racconta “La mia vagina si è divisa. Tu sei uscita con gli occhi aperti. Le braccia sollevate al cielo. Urlando. Ricordo le feci, il vomito, il sangue, i punti di sutura” e che anticipa l’attacco a Kate Middleton colpevole, a suo dire, di essersi presentata al mondo a due ore dal parto in forma perfetta. Un abito elegante, il trucco, i tacchi e l’espressione di chi ha superato un momento complesso con normalità e senza particolari strascichi.

Non mi focalizzerò sul fatto che altre donne hanno condiviso lo stesso approccio dopo un parto, una su tutte: Irina Shayk, che a un mese dal parto ha postato una foto su instagram dove sfoggiava un fisico perfetto; né sulla lotta portata avanti da milioni di donne che rifiutano di essere considerate ‘malate’ durante la gravidanza. Vorrei invece capire per quale motivo una donna, oggi, non sia libera di scegliere come vivere la propria vita. Kate Middleton ha scelto di reagire immediatamente al parto e di lavorare dal primo giorno per ritrovare la forma, tanto quanto ha deciso di prendere un periodo successivo al lieto evento (ai lieti eventi, in realtà, perché lo ha fatto per tutti e tre i figli) per riposarsi e tornare ai ritmi abituali in maniera graduale e morbida.

I cinque mesi successivi alla nascita dei suoi bambini hanno visto la duchessa di Cambridge sorridente e schiva, molte volte assente durante gli eventi ufficiali e sempre presente durante gli eventi che riguardavano la sua famiglia e la crescita dei suoi piccoli. Ha scelto di mostrarsi in pubblico perfetta dal primo momento e di ritirarsi in privato per superare i primi momenti di novità. Cosa ci sarebbe di male? Perché per essere dalla parte delle donne, come dovrebbero essere le femministe, è necessario uniformarsi al pensiero di qualche attivista? E perché mai tutte le donne dovrebbero condividere il ricordo delle “feci, il vomito, il sangue” per sentirsi emancipate?

Ho la sensazione che ci sia bisogno di un nuovo assetto. Lontano da femministe, maschilisti, sessismi, integralismi e assolutismi. Credo che ci si debba creare un nuovo ordine di idee, tanto antico quanto futurista. È giunto il momento di imparare la democrazia, il rispetto delle idee e delle scelte altrui, la condivisione della gioia e delle decisioni altrui, indipendentemente dalle nostre e dal nostro punto di vista. La democrazia, con tutto quello che comporta.

di Sabrina M. Antenucci

Rispondi