Antonio Boschini San Patrignano

San Patrignano: “Sempre più minori chiedono di entrare in comunità”

“Confermo, noi abbiamo molte richieste di ingresso in comunità da minori. Rispetto agli anni scorsi, c’è stato un incremento”. Antonio Boschini, vice presidente di San Patrignano e responsabile terapeutico, conferma che l’allarme stupefacenti oggi riguarda fasce di popolazione più giovani: “L’altra tendenza è il ritorno all’uso della siringa da parte dei minori. Dopo anni in cui avevamo registrato una diminuzione”. Non bastassero queste notizie allarmanti, ce n’è anche una terza: “Come negli Stati Uniti, dove si registra una vera e propria epidemia nell’uso di oppiacei e di conseguente morte per overdose, in Italia inizia a esserci qualche caso”.

Il meccanismo è semplice, dice Boschini: “Gli Usa si sono fatti male da soli. Una decina di anni fa, infatti, i medici hanno consigliato e prescritto farmaci a base di oppiacei ai pazienti. Persino per combattere il ciclo mestruale, il mal di schiena o il male al dente: la cosiddetta terapia del dolore. Erano convinti che questa droga fosse pericolosa solo per chi era già dipendente. Hanno fatto un danno terribile perché naturalmente non è così. Quando c’è stato il tentativo di fare marcia indietro, i pazienti ormai dipendenti hanno acquistato farmaci a base di fentanyl, che è anche 50 volte più potente dell’eroina. Lo hanno fatto via internet o da spacciatori”. In Italia, per ora, si tratta solo di segnalazioni sospette: “A Padova è morta una ragazza di 16 anni di overdose, ma la quantità di eroina che aveva nel sangue era talmente limitata da non poter essere letale. Che lo spacciatore le abbia venduto eroina e fentanyl? Chi acquista per strada, non sa che l’eroina può contenere anche altre sostanze, che può esserci pure l’eroina gialla, che forse quella classica è stata tagliata proprio con il fentanyl”. Quest’ultima sostanza, tra l’altro, “non viene rilevata dagli esami delle urine. Che risultano negativi”. Ecco perché è difficile spostarsi dalle ipotesi alle certezze.

Anche le nuove droghe, conferma Boschini, “vengono usate per lo sballo. I più giovani, tempo fa, iniziavano solitamente facendosi le canne, poi passavano alla droga sintetica, quindi all’eroina. Oggi passano direttamente dalla cannabis all’eroina. Non solo, come detto prima, si usa di nuovo molto la siringa”. Secondo il vice presidente della comunità di San Patrignano, dunque, “la prevenzione dovrebbe partire proprio dalle canne. Chi pensa che sia normale, non capisce che di normale non c’è proprio nulla se si deve usare qualcosa per sentirsi meno soli e per avere meno ansia. Se si giustifica l’uso della canna, il giovane pensa che fumare l’eroina sia grosso modo la stessa cosa. Da lì, il passo successivo è passare a quella per vena. Ecco perché io sono per il proibizionismo. Se la droga venisse venduta liberamente, cadrebbe anche l’ultimo freno. Noi e le altre associazioni cerchiamo di farci sentire su questo argomento”. Aggiunge: “Diventa molto difficile andare a fare degli incontri nelle scuole in cui parliamo dei danni della droga quando poi nel negozio accanto si vende cannabis, pure quella light”.

L’immigrazione ha aumentato lo spaccio? “Beh, di solito chi spaccia lo fa per disperazione, perché non ha di che vivere. Parlo del piccolo spaccio. Se chi arriva in Italia non ha un lavoro e deve vivere di espedienti, possibile che diventi spacciatore”. Le nuove droghe, quelle che arrivano da Paesi come la Cina e le Filippine, stanno peggiorando la situazione? “Da noi eroina, cocaina e cannabis restano le più utilizzate. Le droghe sintetiche arrivano da Belgio, Olanda e Paesi dell’Est Europa, l’eroina dall’Afghanistan. Più che preoccuparmi per gli stupefacenti cinesi o filippini, farei attenzione a quella americana, al fentanyl di cui abbiamo già parlato. È letale. Se dovesse essere acquistato via internet anche da noi, si tratterebbe di una cosa pericolosissima”. Per i più giovani. Ma non solo.

San Patrignano: minori, +70% di richieste di ingresso negli ultimi 5 anni

Abbiamo parlato con il vice presidente della comunità di San Patrignano dell’aumento di richieste di minori che vogliono entrare. Ma esattamente, qual’è stata l’escalation di domande da parte soprattutto di genitori di minori che sono entrati nel tunnel delle droghe? Nell’ultimo anno, 34 hanno fatto il loro ingresso in comunità, l’incremento di richieste è stato del 70% negli ultimi cinque anni. L’ultima entrata ha ‘solo’ 14 anni.

Nell’ultima relazione al Parlamento sul fenomeno della tossicodipendenza, si parla di un mercato clandestino da 14,4 miliardi, pari a quasi un punto del Prodotto interno lordo. Con il consumo, salgono anche i sequestri (+60% nel 2017 rispetto al 2016). Purtroppo, però, sono di nuovo in aumento anche i decessi, nel 2015 in ribasso. Quelli direttamente attribuili a sostanze stupefacenti sono stati 294 nel 2017, pari a +10 per cento rispetto a dodici mesi prima.

Oggi, sono 4 milioni gli italiani che fanno uso di droga tra i 15 e i 64 anni. Uno studente su quattro (25,9%), pari a 640 mila tra ragazzi e ragazze, ha usato almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno. Confermando che tra le mura scolastiche spaccio e consumo continuano a essere una delle piaghe principali. Le droghe sintetiche ‘piacciono’ in particolare ai più giovani: il 22,5% nel 2016 ha fatto uso di almeno una di queste droghe, il 43% nel corso della vita. La droga più utilizzata da 9 ragazzi su 10  che sono entrati a San Patrignano è la cocaina (463 persone nel 2016 rispetto alle 395 del 2015), poi ecco la cannabis, assunta dall87% (444 persone contro 385). Il 57% dei neo entrati ha usato eroina (293), poi ecco ecstasy (270), ketamina (144), amfetamina (81) e allucinogeni (152).

Gli ingressi in comunità sono saliti a 509 nel 2017, +88% rispetto ai 468 del 2015. Di questi, 85 sono ragazze (16,7%) e 424 ragazzi (83,3%). L’età media di ingresso è di 28 anni: 33 sono under 18, 144 tra 18 e 25, 197 tra 36 e 44, 40 oltre i 45 anni. Tra i minorenni, si annulla il differenziale maschi – femmine (18 ragazzi e 15 ragazze). Il primo contatto con sostanze stupefacenti, per un ragazzo su due, è avvenuto entro i 14 anni.

di Alessandro Pignatelli

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