Storia delle droghe

Droghe: chi fu a scoprire che certe sostanze avevano effetti particolari sulla mente? Fornire una risposta concisa a questa domanda è pressoché impossibile. L’uso di sostanze psicotrope, infatti, affonda le sue radici negli albori della civiltà. Una delle prime testimonianze scritte della classificazione di tali sostanze risale al quarto secolo avanti Cristo: lo studioso Teofrasto nel suo “Historia Plantarum” mostra di conoscere i poteri dell’oppio, capace di portare euforia, delirio ma anche la morte, in quantità più ingenti. Ma già alcune pitture rupestri lasciano intendere una conoscenza di base degli effetti di certe sostanze. Nell’antichità, l’uso delle droghe aveva soprattutto scopo medicale e religioso. Fra le antiche popolazioni arabe ed egizie, molti prodotti vegetali venivano lavorati e usati a scopo terapeutico: l’oppio, in particolare, era apprezzato per le sue proprietà antidolorifiche e veniva somministrato addirittura ai bambini, per calmarli. Un’abitudine perdurata fino a non più di due secoli fa. In moltissime culture, poi, in tutte le parti del mondo, le droghe erano alla base di riti per entrare in contatto con le divinità. Sia gli antichi greci che i romani utilizzarono gli stupefacenti in questo doppio ruolo.

Con l’avvento del Cristianesimo e, soprattutto, in epoca medievale, l’uso di droghe iniziò ad andare incontro a una certa riprovazione sociale. L’idea di entrare in contatto con la divinità mediante l’uso di stupefacenti era infatti ormai sorpassata. Proseguono però le ricerche in ambito medico: in particolare nel corso dell’Ottocento, un secolo di grandi innovazioni in questo settore, vennero sviluppate diverse sostanze di questo tipo. Nei primi anni del secolo vide la luce la morfina, così detta in riferimento al dio greco del sonno Morfeo. Proprio con la morfina inizieranno a manifestarsi i primi fenomeni di dipendenza: la maggior parte delle persone vi si avvicinava a scopo terapeutico, anche per problemi piuttosto banali, ma finiva poi per sviluppare dipendenza. Il Diciannovesimo secolo vide inoltre la nascita dell’eroina (usata inizialmente contro la tosse, ma la sua pericolosità si rivelò abbastanza presto) e della cocaina. Verso la metà del secolo, si fece largo anche un uso “ricreativo” delle droghe, soprattutto fra gli intellettuali. Si affacciarono quindi le prime norme che tentavano di regolamentare l’uso degli stupefacenti.

Essendo però ancora poco conosciuti gli effetti precisi dei vari tipi di sostanze, spesso le prime leggi in questo senso ne vietavano alcune ma lasciano largo spazio ad altre. Per esempio, il tabacco fu spesso osteggiato molto più attivamente dell’oppio. La legislazione conosceva poi significative differenze tra le varie parti del mondo: mentre per esempio in quegli anni gli Stati Uniti erano orientati verso una visione più proibizionista, l’Oriente e il Sudamerica tendevano a una minore rigidità. Ovviamente, le droghe avevano (e hanno tutt’ora) anche importanti effetti a livello economico, che influenzarono le scelte dei governi in questo senso. Il Novecento fu contraddistinto dalla nascita di diverse droghe “sintetiche”: presero piede le anfetamine, sintetizzate perlopiù a scopo terapeutico.

Particolarmente curiosa è la storia dell’LSD, diventato il simbolo di un’epoca. Si trattò infatti di un caso di “serendipity”, ossia di una scoperta casuale avvenuta durante altre ricerche. Il chimico svizzero Albert Hofmann era al lavoro su alcuni alcaloidi di origine vegetale: l’intenzione era quella di sviluppare nuove sostanze da utilizzare in ambito terapeutico e in particolare come antidolorifici. Nacque così la dietilammide-25 dell’acido lisergico. Solo cinque anni più tardi, però, ne venne colto il potenziale psicotropo: allo scienziato caddero infatti alcune gocce sulla mano e la sostanza, assorbita dalla pelle, diede una piccola dimostrazione delle sue capacità. Intuendo qualcosa, il chimico decise di assumerne una quantità maggiore, sperimentando così un vero e proprio “trip”. L’LSD, dapprima usato a scopo terapeutico in particolare in psichiatra, divenne presto una droga di largo consumo. Proprio tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, infatti, le droghe perdono la loro connotazione “elitaria”, assumendo una più larga diffusione e dando origine alle emergenze sociali che oggi, purtroppo, conosciamo bene.

di Fabiana Bianchi

Rispondi