“22/11/63” di Stephen King

“22/11/63” di Stephen King

25 Ottobre 2018 0 Di il Cosmo

La polvere sui libri

di Fabiana Bianchi –

Secondo molti estimatori delle opere del Re dell’Horror, questo è uno dei suoi migliori romanzi. Ma anche chi non ama King, non si fermi qui: “22/11/63” esce decisamente dai suoi soliti schemi. Gli amanti della storia avranno colto subito il riferimento del titolo: il 22 novembre 1963 è il giorno in cui venne assassinato John Fitzgerald Kennedy. Questo evento, infatti, avrà un ruolo di primaria importanza nel romanzo.

Protagonista della vicenda è il professore Jake Epping, che conduce una vita piuttosto ordinaria fra l’insegnamento in una scuola del Maine. Oltre che degli studenti più giovani, Epping si occupa anche delle scuole serali, riservate agli allievi adulti. Proprio qui incontra il bidello Harry Dunning, che in un tema racconta la sua tragica storia: nella notte di Halloween del 1958, suo padre massacrò il resto della sua famiglia. Lui riuscì a salvarsi, pur rimanendo ferito. Il dramma tocca molto il professore.

Un altro personaggio che incrocia la sua vita con quella del protagonista è quello di Al Templeton. L’uomo gestisce una tavola calda che Epping frequenta spesso. Ma quel locale ha una particolarità incredibile: gliela svela lo stesso Templeton. Nel retrobottega, si trova un punto in cui è possibile viaggiare nel tempo. Non ovunque, però: il varco, infatti, porta ogni volta alle 11:58 del 9 settembre del 1958. Il viaggiatore del tempo può rimanere quanto desidera nel passato, anche anni (pur tenendo conto, però, che in questo lasso di tempo invecchierà normalmente), ma al suo ritorno nel presente scoprirà che dal momento della sua partenza sono trascorsi solo due minuti. Si scoprirà che Templeton l’ha informato per un motivo ben preciso: desidera che Epping porti a termine una missione che lui, a causa di un cancro incurabile, non potrà più tentare. Per la precisione, dovrà tornare nel passato e rimanere lì per almeno cinque anni per impedire l’omicidio di Kennedy e quelle che il gestore della tavola calda reputa le sue peggiori conseguenze, come la guerra in Vietnam e l’uccisione di Martin Luther King. Epping inizia dunque a viaggiare in un’America radicalmente diversa, in cui lui, uomo del ventunesimo secolo, ha diverse difficoltà ad ambientarsi. Oltre alla morte di Kennedy, ci sono altre cose che lui vorrebbe impedire, come lo sterminio della famiglia del bidello Dunning. Ma si accorgerà che Templeton gli aveva detto la verità: il passato è estremamente restio ai cambiamenti.

La sua permanenza a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta è lunga e il protagonista ha modo di conoscere molte persone, che segneranno inevitabilmente la sua vita. Non sarà facile lasciarle per tornare nella sua vera epoca. Eppure dovrà farlo, per capire se ha compiuto le scelte giuste, sia in un’epoca che nell’altra.

Punta di diamante del romanzo è il finale, un’immagine incredibilmente vivida, poetica e struggente, considerata da molti come uno dei grandi capolavori del Re.

Un’opera da leggere per gli amanti di King, che vedranno confermato il suo enorme talento anche al di fuori dell’horror puro e semplice. Sicuramente una bellissima scoperta per chi invece non conosce o (ancora) non ama i romanzi più classici del Re.