Politica vivace tra manina, Grillo e la questione Dj Fabo

di Fabiana Bianchi –

• La settimana politica di Cosmo si apre con un focus sull’ormai famoso caso del testo manipolato. È infatti quella la notizia che tiene banco sulle pagine dei giornali nella giornata di giovedì 18. Al centro del caso, un’estensione del condono fiscale per i capitali all’estero e certi criteri di non punibilità. Secondo il vicepremier Luigi Di Maio, al Quirinale sarebbe stato inviato un documento diverso da quello approvato in Consiglio dei Ministri: a modificarlo, ha sostenuto, sarebbe stata una “manina”, “tecnica o politica”. La vicenda si è complicata quando lo stesso Quirinale ha fatto sapere che, in realtà, quel testo non era mai arrivato.

• Il caso ha avuto ricadute davvero rilevanti, creando un certo gelo nei rapporti tra i due alleati al governo. Tanto che, all’indomani, venerdì 19, si vociferava addirittura di una crisi. Un’ipotesi però prontamente smentita dal premier Giuseppe Conte: «Una crisi di governo è una prospettiva futuribile, improbabile – ha dichiarato –  se ci fosse una crisi in questa vicenda non dimostreremmo né passione né responsabilità». Allo stesso modo, fonti di palazzo Chigi hanno negato categoricamente che Conte abbia minacciato di dimettersi.

• Sabato 20 è stato annunciato effettivamente il raggiungimento di un accordo sul decreto fiscale. L’ha comunicato lo stesso Conte, dopo un Consiglio dei Ministri. È stato rimosso lo scudo sui capitali esteri e la non punibilità penale. I due vicepremier hanno inoltre ribadito la volontà di rimanere all’interno dell’Europa e della moneta unica.

• Domenica 21 hanno fatto scalpore le dichiarazioni di Beppe Grillo, che vorrebbe “riformare” i poteri del Presidente della Repubblica: «Nomina 5 senatori a vita, è capo delle forze armate e del Csm. Bisogna togliere questi poteri». Netta la replica dal governo: «Né le forze di maggioranza né il governo intendono riformare i poteri del Presidente della Repubblica. Tale proposito non è infatti presente nel contratto di governo».

• Lunedì 22 il ministro degli Interni Matteo Salvini è intervenuto sul caso di Riace, dove il sindaco è stato dapprima arrestato e poi sottoposto a divieto di dimora con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. «Mi auguro che lo assolvano – ha detto – ma non ne facciamo un martire», ribadendo poi la necessità di rispettare le regole.

• Martedì 23 è stato sottoposto all’attenzione della Corte Costituzionale un caso risalente all’anno scorso: il Radicale Marco Cappato accompagnò in Svizzera Fabiano Antoniani, noto come “Dj Fabo”. Il dj, in seguito a un gravissimo incidente, era rimasto tetraplegico e cieco e aveva chiesto di potere ricorrere al suicidio assistito. Il caso finì davanti alla Corte d’Assise di Milano, ma i giudici hanno ritenuto opportuno richiedere la valutazione della legittimità dell’articolo 580 del Codice Penale, che tratta l’istigazione e l’aiuto al suicidio. «Attendo con il massimo rispetto qualunque debba essere la decisione della Corte Costituzionale: è un’azione in cui io stesso mi sono autodenunciato, un’azione di disobbedienza civile e di obbedienza a quello che ho ritenuto un dovere morale di aiutare Fabiano» ha dichiarato Cappato.

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