Dal reiki ai cani: come Moreno riabilita corpo e spirito

di Sabarina Falanga –

Ci sono due modi per reagire a un problema che non ha soluzione: subirlo o accettarlo. Possono sembrare, all’apparenza, due termini sinonimi ma, in realtà, nascondono significati profondamente diversi. Chi decide di subire un problema, lascia che sia quest’ultimo ad avere il controllo su ogni cosa che potrebbe capitare; chi decide di accettare il problema fa in modo di trasformarlo, come può, da distruttivo a costruttivo.

Il protagonista di questa storia, oltre che testimone ufficiale della potenza infinita che contiene in sé la possibilità di trasformare un disagio, è Moreno Sartori: due sono le caratteristiche che contraddistinguono Moreno, in un binomio paradossale quanto forte, quella della disabilità e quella della serenità. Due concetti che, nel suo caso, vanno a braccetto perché Massimo ha accettato la sua condizione di salute, sostenendo che a nulla vale lamentarsi per la propria situazione e che l’unica cosa che può migliorare la nostra vita è continuare a perseguire le nostre aspirazioni, nonostante tutto. E lui così ha fatto.

Sartori è presidente di Educazione Cane M&M Dog’s Trainers A.s.d., associazione sportiva dilettantistica di Novate Milanese nata nel settembre del 2008 con l’obiettivo di ricercare il benessere nella relazione tra cane, natura e uomo. Il lavoro di Moreno, in quanto cinofilo, prevede un operato sul rapporto tra i cani e i loro conduttori. La sua associazione eroga corsi riconosciuti dal Centro Sportivo Educativo Nazionale del Coni, rivolti a istruttori cinofili, gestori di canili e dog sitter.
Una delle ultime avventure di Moreno insieme alla sua associazione ha riguardato il carcere di Bollate, in cui è riuscito ad addestrare al dog sitting undici detenuti.

Non è una nuova scoperta, infatti, che il rapporto con gli animali sia d’aiuto alle persone che vivono – momentaneamente o cronicamente – un particolare problema: la pet therapy è riconosciuta in ambito medico e viene attuata come sostegno a bimbi ricoverati negli ospedali, a persone malate di cancro, a disabili più o meno gravi.
Sartori ha fatto suo questo principio e, così, oltre che per l’erogazione dei corsi, ha “sfruttato” la sua associazione per rendere concreta la possibilità di fare del bene attraverso i suoi cani.
Ad aiutarlo in questo processo è stata la sua vicinanza alla meditazione tibetana buddhista, nonché alla filosofia del Reiki, che gli permette di percepire le persone in maniera molto profonda e, quindi, di avere un’empatia che lo porta a relazionarsi all’altro senza alcuna barriera mentale.

Quello che è riuscito a fare Moreno è superare i limiti di un problema. Sia esso la disabilità, lo status di carcerato o, più semplicemente, relazionale. Attraverso la sua più grande passione, l’amore per gli animali, ha voluto mandare al mondo il messaggio della trasformazione. O, meglio ancora, della prospettiva: è vero, un problema senza soluzione non può trasformare la sua natura. Può, però, essere guardato da un punto di vista diverso e magicamente acquisire un nuovo senso.

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