Don Gianni Ambrosio: “La Chiesa cattolica deve recuperare i giovani”

di Alessandro Pignatelli –

L’Italia è un Paese aperto al dialogo, anche a quello religioso. Papa Francesco sta rendendo ulteriormente ‘accogliente’ la Chiesa cattolica. Ne è convinto Don Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza, che vede proprio nello scambio tra religioni e culture diverse la giusta via per “riprendere ad avere fiducia e speranza nella vita”. Aggiunge: “Da noi il clima è tranquillo e sereno, il rapporto tra cattolicesimo e altre fedi è molto buono in Italia”.

Le aperture, dicevamo: “Ogni esperienza religiosa produce luce e stima. Andare avanti insieme accresce entrambe”. I problemi all’interno dell’istituzione religiosa non vanno però nascosti sotto il letto. Ci sono, vanno affrontati. A parole e con i fatti. Uno di questi è sicuramente la crisi di vocazioni: “Purtroppo, non ci sono miglioramenti negli ultimi anni. La mancanza di sacerdoti si fa sentire soprattutto nel Nord Italia piuttosto che nel Mezzogiorno. Ma io più che di vocazioni, parlerei di crisi demografica. Oggi non si fanno più figli, al massimo uno per famiglia. Ed è difficile, quando ne hai uno soltanto, spingerlo verso la vita sacerdotale. Poi, naturalmente, è anche una crisi spirituale. Oggi è difficile dedicarsi a tempo pieno a Dio, ma non vale solo per cattolicesimo e cristianesimo. C’è anche nelle altre religioni”.

Una crisi che non si può risolvere dall’oggi al domani, ma che anzi sta toccando il punto più basso dopo che sono venuti alla luce gli scandali, tra cui il più dibattuto è quello della pedofilia da parte di alcuni sacerdoti: “Il rischio che cresca la sfiducia è molto alto, bisogna superare questo momento con molta decisione. Ripeto il concetto: la fiducia è troppo importante per ogni realtà religiosa e in in ogni comunità. Non può mancare”.

Eppure, sostiene il vescovo di Piacenza, “questa diminuzione di praticanti non è tanto vistosa la domenica a messa. Più delicata è invece la situazione che riguarda i giovani. È questa fascia d’età, in particolare, che bisogna andare a recuperare. Va in questa direzione il Sinodo dedicato ai giovani e convocato da Papa Francesco. Cosa bisogna fare per ritornare alla gioia che ti dona la religione se la vivi pienamente? Se ne parlerà, si cercheranno soluzioni insieme al pontefice”. Un pontefice che sa parlare ai giovani, che sa immedesimarsi, che in questo un po’ ricorda Giovanni Paolo II, probabilmente il punto più alto di seguito del cattolicesimo da parte dei ragazzi e della ragazze.  

Siamo ormai alle porte di una ricorrenza, Halloween, che naturalmente ‘puzza’ di paganesimo, di presenze sataniche, di morti che tornano in vita e che minacciano gli esseri umani. Don Gianni, però, si fa una risata se gli chiediamo cosa ne pensa: “Da noi è una americanata. È più che altro folklore. Negli Stati Uniti, probabilmente, ci si dedica maggiormente all’occulto. In Italia è come se fosse un secondo Carnevale”. Quello che davvero interessa, alla Chiesa cattolica, è il culto dei morti, da onorare e celebrare proprio nei giorni successivi ad Halloween: “Questa sì, è una grande tradizione occidentale. E dobbiamo sempre tenerla ben presente. I morti vanno ricordati nelle preghiere, a maggiore ragione il 2 novembre”.

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