Francesco Zandano, ‘L’azzurro con le ali’

di Deborah Villarboito –

Una vita per lo sport. Atleta, insegante, buon esempio. Lo chiamavano ‘L’azzurro con le ali’. Francesco Zandano è stato uno degli atleti più veloci nella storia dell’atletica italiana e vercellese a partire dagli anni ’60. Scomparso a 69 a causa di un male incurabile, il 28 settembre 2014, chiunque lo abbia conosciuto lo ricorda con affetto e nostalgia.Era nato a Vercelli il 18 ottobre 1945. Tesserato all’inizio della carriera per la Faini Santhià, vestì poi la maglia del Cus Torino per anni. Laureato all’Isef, fu poi professore di educazione fisica, Azzurro d’Italia e collaboratore del CONI.Gareggiò con i più grandi del suo tempo. Da Livio Berruti al russo Borzov, al suo grande amico Pietro “Pieretto” Mennea, di cui vide l’esordio e i leggendari risultati. Componente della Nazionale italiana per sei anni, disputò diversi campionati europei. Sfiorò la convocazione per le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico e partecipò alla spedizione dei Giochi Olimpici di Monaco ‘72, pur non gareggiando.

Si conquistò il soprannome di ‘L’azzurro con le ali’ perchè era un’impresa quarantasette anni fa abbattere i 10”3 nei cento metri piani. Terminò la carriera nel 1973 in un meeting Italia-Russia giungendo secondo, dietro al rivale Borzov. Francesco Zandano si era poi cimentato con il calcio vestendo la maglia della Pro Asigliano, in Terza Categoria. Era diplomato in ragioneria e laureato Isef. Insegnante alla scuola media ‘Verga’ di Vercelli, dal 1984 in poi fu docente regionale del Coni per quanto riguarda un progetto multimediale per allenatori-educatori, basato sulla biologia, sulla psicopedagogia e sulla teoria dell’allenamento. Per Francesco Zandano lo sport non serviva ai giovani solo per conseguire risultati, ma per la vita, poichè li aiuta a crescere. Per anni è stato il referente dell’attività scolastica della Figc di Vercelli. Era stato anche un testimonial della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. ‘L’azzurro con le ali’ aveva a cuore determinati temi. In una delle sue ultime interviste sottolinea come: «Alimentazione e attività sportiva debbano andare a pari passo, perchè importantissime.

Diciamo che è una prevenzione. Questa dobbiamo vederla come uno strumento che ci faccia stare bene. E’ logico che nelle nostre giornate quotidiane dobbiamo cercare di capire cosa fare. Innanzitutto convivere con le giuste abitudini. Poi bisogna trovare chi fa fare attività fisica. La famiglia, poi la scuola elementare, poi le società sportive. Il progresso ha portato ad una diminuzione dell’attività fisica. Una volta si correva nelle strade…Ora meno male che ci sono le società sportive che aiutano i nostri ragazzi. L’importante è che i tecnici di queste sappiano di biologia, di psicologia e sicuramente anche di metodologia. Devono essere degli educatori, secondo me, penso sia molto importante».

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