“Halloween è una cavolata”: i grandi la evitano spesso e volentieri

di Alessandro Pignatelli –

“Halloween è una cavolata”. Esordisce così Leonardo Giuliani, salvo poi fare parzialmente marcia indietro: “Può essere carina per i bambini, ma da noi non ha molto senso. Non fa parte della nostra cultura e neanche della nostra tradizione. Ha preso piede negli ultimi anni anche perché siamo bombardati da pubblicità e giornali”.

Legata a maschere e dolcetti, ma non dimentichiamo che esiste pure chi utilizza questa ricorrenza per rivolgersi all’occulto: “Io però non lego le due cose, per me, per noi italiani è davvero soltanto dolcetto o scherzetto. Insomma, se mi chiedete se mi fa paura, rispondo di no”.

Al punto che la figlia, Anna di 8 anni, farà il giro scorta di dolci: “Ci vanno tutti i bambini”. Non solo, si maschererà: “Solitamente da streghetta”. Il suo lavoro di fioraio non lo porta a vendere di più ad Halloween, ma qualcosa si trova anche nel suo negozio: “Composizioni floreali dentro le zucche o zucche finte. Una volta facevo anche la vetrina a tema, adesso non più”.

Pare di capire che per molti, in Italia, Halloween sia una festività indifferente. Greta Peluso, 20 anni, origini napoletane e milanesi, dice: “Sinceramente, io ho pochi amici, dunque non vado a feste a tema. Al massimo, mi trucco in modo un po’ più pesante”. Agnese, 18 anni, aggiunge: “Non mi maschero neanche io e non mi trucco perché penso che mi prenderebbero in giro, mi sentirei a disagio”. Forse è anche l’età che cambia la visione delle cose, ammette Greta: “Quando ero piccola, il giro a chiedere dolci lo facevo, anche perché abitavo in una palazzina e in un’altra città, non a Terni”. L’amica Agnese precisa: “Se fosse come in America, potrebbe avere un senso. Ma così com’è qui da noi, non ne ha”.

Un vantaggio, però, c’è: “Ci sono due giorni di pausa da scuola. Per il resto, in Italia è poco sentita. C’è qualcuno che dice che sia meglio di Natale. Ma io non festeggio neanche la Befana” ammette ancora Greta, poco festaiola evidentemente.

Alla Yogurteria – Gelateria ‘Sorbilla’, Giada si dimostra molto disponibile e svela anche alcune ricette niente male: “Addobberemo un po’ il negozio, preparerò dei gusti a base di zucca e amaretto. Se il gelato così è buono? Direi proprio di sì. Da quando abbiamo aperto, due anni fa, va a ruba”. Attenzione, però, anche per Giada la festività in sé è “indifferente totalmente”. Business is Business, per il resto: “Forse quando ero piccola, mi affascinava di più, ora no”. Non per questo mancheranno le caramelle a forma di teschio, immancabili nella notte delle streghe e dei fantasmi. Potete farvene una scorta, bambini e bambine, considerato che a Terni va ormai di moda da parecchio tempo che i negozianti, il 31 ottobre, mettano da parte e poi regalino a chi vuole dolciumi di vario genere.

Salendo un po’ d’età, la situazione precipita. Manuela, 50 anni, dice la sua: “Non è una nostra festa, non la celebriamo. Non fa parte delle nostre tradizioni”. Sara, 32 anni, mentre mangia un gelato in un ottobre che sa ancora d’estate, aggiunge: “Se i bambini vengono a suonare al campanello da noi? No, non lo fanno. Viviamo un po’ isolati. Ma se lo facessero, non apriremmo”. E pazienza se qualcuno darà a Sara l’epiteto di ‘strega’, per quella notte non è neanche un insulto.

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