Halloween, il forno ‘Manili’ prepara fantasmini, zucche e fave dei morti

di Alessandro Pignatelli –

Halloween è la festa dei dolci per grandi e piccini. Soprattutto per questi ultimi, che vanno in giro per le case a chiedere ‘dolcetto o scherzetto?’. La festa che arriva direttamente dall’America, in Italia è qualcosa che sa più di Carnevale e Befana che di paura e fantasmi. Ci si maschera da spettri, ma poi a colpire chi apre la porta di casa è più che altro la vocina con cui i bimbi chiedono caramelle, biscotti e quant’altro.

Al forno ‘Manili’, i preparativi fervono per regalare anche quest’anno biscotti e pasticcini che possano abbellire le tavole delle famiglie. Dice Emanuela Manili: “Quali sono le nostre specialità per Halloween? I fantasmini, le fave dei morti e le zucche”. E poi ce li mostra in un piccolo vassoio. I primi hanno naturalmente l’aspetto tipico dei fantasmi, ossia un lenzuolo bianco, due pezzi di cioccolata per gli occhi e uno per la bocca. Facili da preparare: pasta frolla e stampini per regalare la forma ‘mostruosa’ (per così dire), più decorazioni. Le fave dei morti, invece, somigliano agli amaretti, con dentro la cannella. Le zucche sono pasticcini arancioni decorati con cioccolato. Buoni, fanno scena, pure papà e mamma li addentano con piacere. Quando si inizia a sfornarli? “Intorno alla metà di ottobre – dice Giovanna Giordano, del forno umbro – per poi diventare popolarissimi proprio alla vigilia della notte di Halloween”.

Il forno ‘Manili’ è un’istituzione, esiste dal 1953, siamo già alla quarta generazione. Pur nell’epoca della grande distribuzione, continua a essere a conduzione familiare. Sul valore di Halloween, Emanuela Manili non ha dubbi: “In Italia è senza dubbio la festa del consumismo, una moda”. Il lavoro è una cosa, comunque, le convinzioni personali un’altra: “Noi non la celebriamo, siamo cattolici. Per noi, dunque, ci sono i Santi e i morti da onorare, l’1 e il 2 novembre”.

Giovanna Giordano ha una figlia, Beatrice, ma la mamma non ha intenzione di mandarla casa per casa a chiedere ‘dolcetto o scherzetto’: “Non è una nostra tradizione. Non avrebbe senso”. A meno che non venga coinvolta dai coetanei. Anche chi ci crede poco o per niente, infatti, lascia spesso che figli e figlie si avventurino nelle case e nei palazzi, suonando ai campanelli, per raccogliere dolci e caramelle. In fondo, può essere anche divertente. Se togliamo la parte ‘pagana’ della nottata e le credenze su fantasmi, morti che camminano e streghe sulla scopa. I bimbi vengono spesso accompagnati da una persona adulta per evitare che possa essere una nottata anche ‘pericolosa’. Del resto, non sai mai chi può aprirti la porta. In maschera o meno.

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