Manovra bocciata dall’Ue: e ora che succede?

Manovra bocciata dall’Ue: e ora che succede?

25 Ottobre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

La Commissione Ue ha bocciato la Manovra economica italiana. Era nell’aria, è diventata ufficiale martedì scorso. Entro tre settimane, il Governo italiano dovrà modificarla, cambiarla, in un certo senso stracciarla. Un tempo limitato, ma soprattutto che si scontra con la volontà di Di Maio e Salvini – i due vicepremier – di non modificare neanche una virgola. Il premier Giuseppe Conte, che a volte sembra parlare quando i due vice gli danno la corda, conferma: “La legge di Bilancio non è stata improvvisata. Dire oggi che la rivediamo non avrebbe senso”.

Il vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, è stato altrettanto chiaro e irremovibile nella sua bocciatura: “L’Europa è costruita sulla cooperazione: se la fiducia viene erosa, tutti gli Stati membri vengono danneggiati, la nostra Unione viene danneggiata”. L’Italia rischia di essere una cellula malata, capace di contagiare poi tutto il corpo. Pierre Moscovici, commissario europeo per gli Affari economici, di sicuro non un amico dell’Italia da diversi mesi a questa parte, ha aggiunto: “Deviazione chiara, netta, e in un certo modo rivendicata”.

Ma in concreto, adesso, cosa potrebbe succedere all’Italia? Alla lunga, proseguendo il braccio di ferro, l’Europa potrebbe aprire una procedura per debito eccessivo con sanzioni economiche. Non siamo ancora a quel punto, il percorso è lungo. Nel mirino della Commissione ci sono in particolare pace fiscale e quota 100 (abolizione della Legge Fornero). Che però sono due dei pilastri su cui si basano le convinzioni di Di Maio e Salvini per far crescere l’Italia. Moscovici proseguirà a dialogare con Giovanni Tria, il nostro ministro dell’Economia: “Lasciamo una chance al dialogo”.

In campo scendono pure il Colle, con Sergio Mattarella, e il presidente della Bce, Mario Draghi. A dire il vero, il secondo ha fatto sapere che non sarà la Banca Centrale Europea a porgere una mano all’Italia: “Possiamo fare ciò che serve, ma nei limiti del mandato. Non possiamo finanziare debiti e deficit insostenibili”. In poche parole: vi dovete arrangiare. Anche perché i ‘falchi’ continuano a volare alti. Come nel caso di Matteo Salvini: “Più l’Europa dà schiaffoni all’economia italiana, più mi viene voglia di dare più soldi agli italiani”. Presi da dove, non si sa. Luigi Di Maio addirittura cita la Bibbia: “Non arrivano le cavallette e i mercati capiranno. Ci vogliono bene”. Sarà. Per ora nessuno se n’è accorto.

Insomma, questo sarebbe il momento del dialogo e dei compromessi, ma il Governo italiano pare intransigente: “La bocciatura è normale. E’ la prima manovra italiana che viene scritta a Roma e non a Bruxelles” continua a mo’ di slogan il ministro del Lavoro. Il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti non è da meno: “Non siamo più supini e ubbidienti rispetto all’Europa”. La speranza è che si siano frasi a effetto, ancora da campagna elettorale. E che Roma e Bruxelles possano trovare un’intesa dopo le schermaglie, tutto sommato attese.