Micaela Wade: “Sì, sono una strega”

Micaela Wade: “Sì, sono una strega”

25 Ottobre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Ci sono persone che incontri sul tuo cammino quando è il momento giusto. Così come ci sono quelle che conosci quando il momento invece è sbagliato. Anche se loro sarebbero giuste. Avverti la sensazione che quella sia giusta, sarebbe meglio dire, perché non puoi saperlo immediatamente. Ma magari tu stai pensando che ti mancano delle risposte e, nell’immenso calderone che è internet, vai a incocciare proprio in una di quelle che, forse, potrebbero dartele.

La cultura cristiana parla di angeli. Che Dio ci mette davanti. Ma anche di angeli custodi, che ci stanno accanto sempre e di cui avvertiamo la presenza in taluni attimi della nostra esistenza. In questo caso, la storia è tutta un’altra perché lei ci tiene a precisare: “Non credo in Dio, non penso che esista Satana”. E poi aggiunge: “Io mi definirei una strega, senza ombra di dubbio. Sono una strega”. Sì, certo, non immaginatevi lo stereotipo di strega: vecchia, zoppa, con il nasone, il cappellaccio e la bacchetta magica. No, Micaela Wade, che gentilmente ci ha concesso questa intervista, dice: “Non amo apparire, andare in televisione o sui giornali. Ho dovuto pensare anche se fare questa intervista”. Lei è una donna italo-americana, sposata, giovane, con esperienza nel campo della magia, ma con in tasca una laurea in Ingegneria. E un lavoro in un’azienda.

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“Durante il giorno faccio la pendolare per andare a lavorare. Dalle 8 di sera mi do all’esoterismo”. Ecco, esoterismo è la parola ‘magica’. Da non confondere però con mondo dell’occulto, inferi, Belzebù e quant’altro. Tantomeno con sacrifici umani o animali: “I gatti sono i familii delle streghe, sono animali sacri. Mai faremmo del male a questi felini. Vale anche per me: guai a chi tocca i miei quattro gatti”. Va da sé che pure gli inferi con Micaela non abbiano niente da spartire, non credendo nell’inferno e nel paradiso.

Ma allora, Micaela Wade cosa fa quando si dedica all’esoterismo? “Sono a disposizione delle persone, oppure ringrazio gli spiriti con cui ho instaurato una sorta di rapporto di amicizia, festeggio le otto ricorrenze con la mia congrega formando il cerchio”. Insomma, niente pentolone con code di rospo e quant’altro: “Purtroppo, spesso si rivolgono alla stregoneria coloro che sono disperati. Cercano la magia, l’incantesimo che possa risolvere tutto in un batter di ciglia. Ci sono persone che chiedono, in questo modo, cose davvero sciocche come perdere peso, fare tornare l’amore lontano. La religione ha il suo peso in alcune di queste scelte perché, evidentemente, non soddisfa i bisogni se ci si rivolge all’esoterismo. C’è anche chi lo fa per moda”. Ma, “non è leggendo dei libri, accendendo due candele d’incenso e recitando qualche formula che si diventa wicca, strega, esperti in incantesimi”.

Cita Cunningham, “una vera sventura. Perché ha sdoganato l’idea dell’autoiniziazione. Ma non è possibile. Per entrare nella Wicca, che è a tutti gli effetti una religione, bisogna essere iniziati da qualcuno esperto”. Racconta come ha cominciato, Micaela: “Essendo italo-americana, posso dire che oltre oceano c’è più apertura mentale. Qui, subiamo l’influenza della Chiesa, che ne ha fatti di danni. Mia nonna materna aiutava le persone, vedeva e sentiva con occhi e orecchie ciò che nessun altro sentiva. Non chiedeva nulla, non lucrava su questa sua qualità. Era per l’offerta libera. Negli Stati Uniti avevo degli zii che praticavano, ma a sei anni e mezzo mi sono trasferita in Italia, i miei si sono separati, quindi ho tenuto i rapporti solo con i parenti materni. Mia nonna leggeva le carte. Io a 7-8 anni ho capito che ero come lei perché vedevo e sentivo cose. Il vero momento di svolta c’è stato un sabato: mia mamma mi chiama per andare a pranzo, io le rispondo che prima devo finire di giocare con la signora che era vicino a me. Lei si infuria e mi risponde che devo smetterla con queste fantasie, ma interviene mia nonna che le dice di non sgridarmi. E le spiega che sei mesi prima era morta una signora che abitava al piano di sopra. E che ogni tanto tornava perché era affezionata a quello stabile”.

La nonna, da cui Micaela ha ereditato poteri e sensibilità, muore quando la ragazza ha 17 anni. Ma ormai la strada è segnata: “Ho continuato a fare pratica, ho letto libri: ciò che già facevo con mia nonna. Mi sono unita a un Circolo milanese e ho raggiunto i miei gradi. Ho lasciato quando ho visto il cambiamento: loro lucravano su ciò che facevano. Ho preso le distanze. Chi ha un dono, non va in televisione, non scrive libri (eppure in tanti me l’hanno chiesto). A me non interessa apparire”. Ha deciso di parlare con Il Cosmo perché “è giusto dare la visione esatta del fenomeno se questo può servire a spegnere i roghi che vengono accesi ancora. La magia, il paganesimo esistono dai tempi dell’uomo delle caverne. Ancora prima che si iniziasse a parlare, quando ci si esprimeva a gesti”.

Non ha paura della stregoneria, del mondo esoterico: “Ho il giusto timore delle conseguenze, ma questa si chiama saggezza. Ripeto: chi sacrifica gli animali non fa magia, ma è uno spostato. Satana è una creazione del Cristianesimo, nel paganesimo non esiste. Però, bisogna avere la giusta paura nel praticare l’esoterismo. Se non si fa in modo corretto, c’è il rischio di portarsi in casa cose spiacevoli”. Qui inizia una spiegazione non facile: “Ci sono tre dimensioni, tre mondi: quello sotto in cui vivono gli animali, quello in mezzo in cui ci siamo noi e tante altre cose, quello sopra composto dagli spiriti guida. Le entità possono essere benefiche, ma anche nocive o indifferenti”. Conferma: “Ci sono spiriti ossessivi o confusi, che magari sono morti in modo violento, si sono suicidati oppure i parenti li trattengono qui. I classici fantasmi, insomma”. Le entità possono infestare veramente le case: “Se si apre un cerchio e poi non si sa come chiuderlo, sì. Non sto parlando di demoni, intendiamoci, ma di spiriti fatti di puro male e che si nutrono delle nostre reazioni: rabbia, paura, dolore, insofferenza. Sono chiamate larve energetiche, vampiri. Succhiano la nostra energia per sopravvivere. Si attaccano letteralmente a noi, finendo per farci sentire spossati, deboli. Non solo: fanno il possibile per scatenare la rabbia o la paura che a loro servono come nutrimento. Quando noi urliamo, per esempio, è come se accendessimo un fuoco nella notte. Lo spirito che si nutre della rabbia lo vede e viene da noi e resta lì. Poi, naturalmente, un conto se questa cosa accade in un bosco – al massimo lo spirito proverà a seguirci – un altro è se avviene tra le mura domestiche”.

Esistono rimedi? “C’è lo psicopompo, chiamato tavola bianca se viene fatto da più persone. Serve ad accompagnare nella luce questi spiriti inquieti, luce che naturalmente per me non è il paradiso cristiano. Dobbiamo sapere anche un’altra cosa: ci sono entità demoniache che non hanno tempo ed età, ma vivono nel mondo di mezzo insieme a noi”.

Ribadisce Micaela: “Quando la sera io ringrazio le entità amiche, lo faccio da 27 anni, apro il mio cerchio. Quindi dico grazie agli alleati spirituali, sto in loro presenza. Quando avrò bisogno di loro, saranno più ben disposti ad aiutarmi. È come con gli amici: non puoi chiamarli solo quando sei in difficoltà. Se lo fai costantemente, costruisci un’amicizia solida e loro saranno maggiormente invogliati a venire in tuo aiuto nel momento del bisogno”. Micaela non chiede praticamente mai per se stessa: “Solo se ho veramente bisogno”. Come si svolge questo incontro serale tra lei e gli spiriti amici? “Io sussurro appena o lo faccio nella mia testa. Loro utilizzano lo stesso metodo per parlare con me. A volte si fanno sentire pure con dei segni visibili. Se per esempio ringrazio lo spirito dell’aria, può darsi che il fuoco della candela oscilli. Se lo faccio con quello dell’acqua, può darsi che di notte scoppi un temporale”. In tanti chiamano Micaela, a volte anche per problemi seri: “Ci sono persone che in casa mi raccontano di rumori di notte, cassetti aperti e chiusi da soli. Avvertono la presenza di qualcuno ai piedi del letto, si sentono addirittura toccare. La tv si accende e si spegne da sola”. Non è un film, ma la realtà. “Io tengo anche dei corsi perché penso ci debba essere corretta informazione. Ci sono quelli di base in cui insegno a praticare in modo corretto, a fare l’incantesimo nella giusta fase lunare, ad aprire e chiudere il cerchio nel modo esatto. Poi pulisco a livello energetico chi ha l’entità attaccata che succhia energia”.

L’ultima parte dell’intervista tocca Halloween, ormai alle porte: “E’ la notte in cui i piani di cui parlavamo prima, sopra, sotto e di mezzo, hanno muri praticamente impalpabili. Ci si maschera per sottrarsi agli spiriti pericolosi, per rendersi irriconoscibili. Perlomeno, questo ha tramandato la tradizione. La zucca è un’invenzione americana, ma da noi si onoravano già prima i morti con le rape”. Crede nella reincarnazione, Micaela: “Quando muori, incontri la tua guida spirituale, fai il punto di ciò che è stata la tua vita. Poi si torna sulla terra con maggiore conoscenza e sapienza. Fino ad arrivare alla totale consapevolezza, quando capisci che tutto è uno. Di più non si può. A questo punto, hai davanti a te una scelta: puoi diventare spirito guida di qualcun altro o no. Se si resta imprigionati in questo mondo, dopo la morte, non si va avanti. Ecco perché bisogna aiutare tutti gli spiriti, i fantasmi ad andare verso la luce”.

Incontrare qualcuno nel momento giusto. Ecco. Qualcuno che sappia darti risposte. Ecco. Perché questa intervista non può che essere una sintesi di ciò che Micaela Wade è in grado di dire e di insegnare.