Neo Paganesimo: le parole di Spirit Walker

25 ottobre 2018 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Quando si parla di religioni e spiritualità, è facile imbattersi nel termine “neo-paganesimo” (usato impropriamente, come vedremo). Come sempre, quando i temi vertono su realtà poco conosciute, è facile cadere nello stereotipo. Da qui la necessità di affidarsi a chi la vive tutti i giorni per conoscere invece nel modo corretto questo mondo, decisamente vasto. 

A condurre il viaggio, Vanth SpiritWalker, presidente del “Pagan Pride Italia” e coordinatore regionale per l’Europa dell’”International Pagan Pride Project”. Innanzitutto, una precisazione: sebbene spesso si parli di “neo-paganesimo”, il termine non è corretto. Questo perché, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, nell’antichità non esisteva un paganesimo.

«Paganesimo è un termine che nasce al termine dell’antichità da scrittori cristiani che lo utilizzano come insulto per indicare tutti i non-cristiani – osserva SpiritWalker – è quindi una definizione in negativo, non dice cosa qualcuno è, ma solo quello che non è: in antichità ogni popolo seguiva la propria religione nativa, aggiungendo spesso anche divinità di altra estrazione, senza vedere in questo alcuna contraddizione».

A fare da spartiacque è l’avvento del Cristianesimo: «È solo con il cristianesimo che abbiamo la pretesa di una religione di ritenersi universale in quanto l’ unica vera – prosegue il presidente – Questo ha portato nei secoli successivi alla violenta persecuzione di ogni religiosità diversa, con l’ intento di eradicarle tutte. Come è spesso accaduto in molti altri movimenti (per esempio quello dei neri americano o quello LGBTQ), quello che in origine era un insulto è stato preso in tempi moderni come bandiera di orgoglio intorno a cui radunarsi per lottare per i propri diritti ed è utilizzato quindi dalle persone appartenenti a una congerie di movimenti spirituali come termine ombrello attraverso il quale presentarsi».

Quando si parla di paganesimo, dunque, bisogna tenere presente l’esistenza di un doppio livello: «Il termine paganesimo ha un senso solo e soltanto all’ interno di un discorso di rivendicazione di diritti civili, mentre da un punto di vista spirituale è necessario fare un passo ulteriore per definire la tradizione effettiva che la persona segue – precisa infatti SpiritWalker – Non a caso il termine paganesimo non è utilizzato all’ interno del Parliament of World Religions, dove pure i pagani sono ampiamente rappresentati, ma gli si preferisce la definizione di “Tradizioni Spirituali Autoctone dell’ Europa e della Mezzaluna Fertile e loro Movimenti di Ricostruzione e Riattualizzazione”».

Sono infatti diverse decine le correnti presenti al loro interno. Si possono citare, solo per fare qualche esempio, la Via Romana agli Dei, il Dodecaismo Ellenico, l’ Asatru e la Wicca. È impossibile, quindi, parlare in generale di “divinità pagane”. «Quello che possiamo dire in termini generali è che la maggior parte delle tradizioni che confluiscono all’ interno dell’ ombrello “paganesimo” tendono ad essere tradizioni politeiste o animiste, con un accento sulla doppia polarità maschile/femminile del divino» spiega SpiritWalker.

Per lo stesso motivo, è difficile individuare l’esistenza di ruoli particolari, come quello per esempio del prete cattolico. «Un tratto comune, mi sento di dire, è che una concetto rilevante in queste tradizioni è quello del contatto diretto col divino, senza necessità di mediatori terzi – precisa il presidente – anche laddove esistono figure che svolgono una funzione di sacerdozio, la loro funzione non è esclusiva e non preclude in alcun modo l’ esperienza diretta a ciascun singolo praticante». Anche i riti e le festività seguono sviluppi diversi a seconda delle correnti. «Tuttavia, essendo le tradizioni pagane basate sui cicli della natura, ci sono una serie di date che sono abbastanza trasversali a quasi tutte le diverse denominazioni – aggiunge SpiritWalker – Queste sono, con nomi diversi, i Solstizi e gli Equinozi e quelli che vengono definiti come cross quarter days, ossia quattro festività che si interpongono tra i solstizi e gli equinozi, normalmente nelle date 1 Novembre, 1 Febbraio, 1 Maggio e 1 Agosto. Tradizionalmente le giornate vengono considerate dal tramonto al tramonto, per cui diremmo, ad esempio, 31 ottobre-1 Novembre. Halloween è il nome cristiano che viene usato per coprire la festività di questa data, più spesso nelle tradizioni pagane nota come Samhain, che segna fra le altre cose l’ inizio del nuovo anno».

Che cosa porta le persone ad avvicinarsi alle correnti del paganesimo? «I motivi sono molteplici – racconta SpiritWalker – tra questi ci sono spesso anche motivi futili come la moda o la ricerca di novità, ma per fortuna chi viene portato da questo genere di ragioni cambia molto presto direzione. Normalmente chi segue le vie pagane cerca una spiritualità che sia in armonia con i cicli della Natura, che veda un equilibrio fra maschile e femminile e fra l’ uomo e l’ ambiente di cui fa parte. Soprattutto, la cosa che più facilmente si riscontra tra chi segue le vie pagane è la sensazione di essere finalmente “tornati a casa”, ad una dimensione che è sempre stata dentro di noi, anche quando venivamo cresciuti in un paradigma differente».

Una nota forse superflua, ma importante per sfatare certi pregiudizi: il paganesimo nulla ha a che fare con il satanismo. «Questo deriva dal concetto medioevale per cui tutto quanto non è cristiano è ispirato dal diavolo – spiega il presidente – Satana è un personaggio della mitologia giudaico-cristiana. Nel paganesimo non esiste. Le conseguenze dovrebbero essere ovvie…».