Seria A: la Roma cade, la Juve frena, l’Inter vola al 93’

Seria A: la Roma cade, la Juve frena, l’Inter vola al 93’

25 Ottobre 2018 0 Di il Cosmo

di Franco Leonetti

Nona giornata di Serie A e tanti temi in cronaca, con un paio di sorprese eccellenti. La Roma continua deludere, arriva una nuova sconfitta in casa contro una Spal mai doma che anche in inferiorità numerica sbanca l’Olimpico.Imbarazzante la condotta di gara dei giallorossi, svagati, poco incisivi, quasi mai pericolosi, a parte un’occasione clamorosa sciupata da Dzeko davanti al portiere. Gli uomini di Di Francesco fanno cilecca ed escono tra i fischi del pubblico amico, dopo 9 gare ancora non si capisce come la Roma possa crescere e diventare una delle potenze del campionato, e sono già 3 le sconfitte accumulate.

Anche la Juventus stecca per la prima volta, ed è questa la vera notizia: primo mezzo passo falso della capolista in casa, solo un pareggio per 1-1 contro il Genoa del neo rientrato Juric. La Juve comanda e domina il primo tempo, con una rete di Ronaldo e almeno altre 2 nitidissime palle gol, poi nel secondo tempo si eclissa, scendendo in campo convinta di aver archiviato la pratica e subisce il pareggio di Bessa. Una squadra, quella bianconera, tornata dopo l’intervallo senza applicazione, senza testa e con tanta superficialità, tutti difetti che costano due punti e una solenne arrabbiatura per Allegri che non tollera mai dai suoi ragazzi “lo staccare la spina”. Molti hanno puntato il dito sul gol comico preso dalla retroguardia, con a capo Bonucci, ma il secondo tempo all’Allianz Stadium è stato bruttissimo e imperdonabile, per vincere, anche in campionato, serve umiltà e testa concentrata, chissà che questo pareggio non sia salutare per le casacche juventine riportando qualcuno sulla terra. Il derby di Milano era attesissimo ma ha regalato poco spettacolo e una gara molto tattica, nervosa, piena di falli.

Ne ha fatto le spese Nainngolan, autore di un’entrata killer, poi uscito per i postumi accusati sull’intervento ai danni di Biglia. Match piacevole solo per brevi tratti, con una marea di errori di misura, passaggi sbagliati, palle a mezza via, contrasti, rimpalli e due squadre, talvolta poco lucide, nel riproporsi in impostazione: ha vinto l’Inter che ha concluso più volte a rete pur non brillando, il Milan però è stato il vero assente. La squadra di Gattuso ha lottato, ha cercato di rintuzzare gli attacchi, ma con il passare dei minuti ha creato poco, quasi nulla, ed ha subito la maggior veemenza nerazzurra, il gol di Icardi al 93’ può apparire una beffa per il madornale errore in uscita di Donnarumma, non coadiuvato e protetto dai due difensori ai suoi lati, ma appare come giusta punizione per un Diavolo rossonero spesso rattrappito e che ha fatto troppo poco per tentare di portare a casa l’intera posta. Ringhio Gattuso ha ancora molto da lavorare per forgiare un gruppo di livello. Intanto molti nuovi arrivi fanno panchina a tutti spiano, Bakayoko, tanto per fare un nome. Ventura è tornato a guidare un club, dopo la delusone mondiale da ct degli azzurri, ma il suo esordio sulla panchina del Chievo è stato un fallimento clamoroso.

Vero che il Chievo è rimasto in 10 contro un’Atalanta devastante, ma per Ventura si prospetta una sorta di “mission impossible”, per salvare i clivensi dallo spetto della Serie B. Ci vorrà un vero e proprio miracolo. Per ora la faccia scura del Mister è simile a quella che avevamo osservato dopo la Svezia in novembre. In bocca al lupo all’ex allenatore di Bari, Pisa e Torino, ne ha davvero bisogno.