Adolescenti: a far compagnia, la noia

di Sabrina Falanga –

«Confesso che i compiti pomeridiani mi annoiano e sarebbe meglio, forse, svolgerli in compagnia di qualche amico ma non sempre in settimana si può uscire, i genitori ce lo permettono solo nel weekend. Spesso mi ritrovo a doverli fare dopo cena, perché nel pomeriggio ho preferito stare al telefono con qualche compagno di classe, oppure ho guardato dei video su YouTube o letto fumetti, libri. Quando il tempo è bello si può anche giocare con i propri animali domestici o inventarsi qualcosa da fare in cortile, ma in autunno e in inverno diventa tutto più noioso».

Inizia così il racconto di una giornata tipo, di un periodo qualunque, di un adolescente. Sono due i dettagli che colpiscono di più: il primo, la noia. I compiti sono noiosi (e sarebbe ipocrita, forse, dire che non si avevano gli stessi pensieri alla loro età) e diventano noiose anche le stagioni fredde; il secondo, la solitudine. Perché non è menzionato nessuno, al di fuori di se stessi e di alcuni oggetti, nella prima cronologia di questi pomeriggi.

«La giornata inizia presto, alcuni di noi vengono a scuola in pullman e sono i più puntuali, insieme a chi abita vicino all’Istituto. Quelli che raggiungono la scuola in auto sono sempre i più ritardatari e possiamo raccontare tutti quanto siano nervosi i genitori alla guida… Credo che anche loro non abbiano voglia di andare a lavorare, anche se io spero un giorno di poter fare un lavoro che mi piace e non che mi renda nervoso. Quando, la sera, ci si ritrova tutti a casa ci sono spesso lamentele riguardo a colleghi, stanchezza, soldi. Io e mio fratello ci lamentiamo dei professori e dei compiti. Da una parte, questa cosa, fa un po’ ridere ma ora che la racconto mi accorgo che ci lamentiamo e basta. Finita la cena si guarda un po’ di televisione, si gioca a qualche gioco in scatola e poi si va a dormire».

La cosa, da una parte, fa un po’ ridere: è questo il modo in cui parlano del modo in cui, spesso, ci si rapporta con i figli. Il lamento, lo stress. Forse la parte che fa ridere è quella con cui cercano di difendersi da quello che sarebbe, invece, il totale suicidio di una positività di cui si necessita.

«Internet o la televisione ci fanno compagnia, ma non ne siamo così dipendenti come vogliono far credere. Anzi, spesso ci annoiano ma ci danno un modo per passare il tempo e trovare sempre qualcosa di nuovo: per fortuna Internet ci aiuta anche a tenerci in contatto tra amici, con le chat, i Social o telefonandoci. I giorni più belli sono quelli in cui ho allenamento, gioco a basket: ognuno di noi fa uno sport o segue qualche corso e da come anche i miei compagni ne parlano credo sia importante per noi avere una passione da seguire o le giornate sono pesanti».

La situazione è differente quando si tratta del weekend.

«La mattina ci si sveglia con più calma, io faccio subito i compiti perché non voglio più pensarci e godermi il riposo: altri miei compagni, invece, so che li fanno la domenica sera ma li capisco, perché anche io in settimana aspetto sempre l’ultimo minuto. Il sabato e la domenica pomeriggio si sta tra amici, può capitare che usciamo o che ci ritroviamo a casa di qualcuno. Quando usciamo, andiamo sempre nei soliti posti: stiamo in piazza a chiacchierare, fare fotografie, altrimenti andiamo nei bar a fare merenda. Può sembrare strano ma a volte preferiamo quando ci ritroviamo nelle case, dove possiamo organizzare giochi oppure usare i videogiochi, magari divertirci girando video che fanno ridere oppure chiacchierando davanti alla televisione e mangiando qualcosa di buono. Ciò che mi piace di più nel weekend è che posso restare di più con i miei genitori, anche se a mia madre vorrei dire che potrebbe dedicarsi meno al pulire la casa, tanto è pulita lo stesso, e stare di più con me e mio fratello, soprattutto con lui che è più piccolo; papà, invece, sta molto con noi nel fine settimana, forse anche per non fare le pulizie con la mamma – ride – ed è una cosa che mi piace molto. Anche stare con mio fratello è più divertente nel weekend perché abbiamo più tempo per giocare».

Sembra una ripetizione: è più divertente, la cosa mi piace molto. Una positività quasi ridondante, ma che sottolinea quelli che, probabilmente, sono i desideri più inconsci dei giovani: tra questi, la necessità di non essere soli.

«Sono molti di più i giorni in cui mi annoio rispetto a quelli potrebbero essere ricordati: non saprei dire quale potrebbe essere la soluzione a questo problema, che hanno anche i miei coetanei e non solo io: sicuramente sarebbero giornate migliori, meno noiose, se potessimo passare più tempo in compagnia».

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