Antonio Tajani

Antonio Tajani: “Reddito di cittadinanza non è etico”

di Alessandro Pignatelli –

Che cos’è l’etica di cui tanto parla Paolo Savona? Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, inizia il suo personale scontro con il ministro italiano in questo modo: “Le azioni del Governo sono indirizzate al potere e non a chi te lo affidato questo potere, ovvero gli elettori”. Il discorso politico diventa subito economico, ciò che interessa per non uscire fuori tema: “Ci serve un mercato sempre più ampio, ma non per far arricchire gli imprenditori, ma per far sì che creino del lavoro, che assumano. Il modello da seguire è quello in cui si riducono disoccupazione e povertà”.

Il vice di Silvio Berlusconi all’interno di Forza Italia smonta uno per uno i punti all’interno del contratto di governo: “Cicerone diceva che il lavoro deve essere dato. Ma non dallo Stato, non con aiuti di Stato. Questo si chiama assistenzialismo. Smorza l’entusiasmo dei giovani, blocca le iniziative personali e delude. Penso a quei ragazzi che, nei weekend, lavorano nei bar per pagarsi gli studi o per andare in vacanza. Penso a quanti si domandano: perché vogliono dare 780 euro  a chi non va a lavorare mentre io mi alzo alle 6 tutte le mattine per 700 euro al mese?”.

Difficile interrompere un fiume in piena: “Un vigile del fuoco che rischia la vita prende 1.200 euro, chi sta stravaccato sul sofà a guardarsi la partita ne incassa 780. Non è possibile. Perché non utilizzare questi stessi soldi per incentivare il lavoro giovanile? Perché non prestarli ai giovani per costituire una piccola impresa agricola o formarsi in un’impresa digitale? Perché non cancellare il cuneo fiscale alle aziende che così potrebbero assumere un lavoratore?”.

Le domande, naturalmente, sono per chi sta al Governo. Si passa alle pensioni: “Io non sostengo la legge Fornero, ma se 100 vanno in pensione, siamo sicuri che poi le aziende ne assumano altri 100? Chi pagherà le pensioni di tutte reddito di cittadinanza

queste persone? Se decidi di mandare in pensione qualcuno anticipatamente, l’impresa deve essere messa in condizione anche di assumere qualcun altro. Tenendo conto che un giovane costa di più, che deve fare formazione. Ma pensiamo pure agli anziani: quei 780 euro è meglio darli a un 80enne piuttosto che a un giovane che si guarda la partita e non fa nulla”.

Il reddito di cittadinanza il vero cruccio di Tajani: “Al Sud accadrà questo. Incasseranno i 780 euro e andranno a lavorare in nero, prendendone altrettanti. E non dimentichiamo che il lavoro abusivo è in mano alla malavita. Questa è etica del lavoro?”. Savona diventa il bersaglio di Tajani: “Pure lui ha parlato di etica e valori. Lui è professore certo, ma io sono laureato in Ingegneria, ho incarichi importanti e parlo quattro lingue. Quindi posso dire la mia. Se davvero il Governo vuole tagliare e togliere la voce a chi non la pensa come loro, vedi i giornali, allora sappiate che andiamo verso una dittatura”. Ecco, l’etica: “E’ etico che lo Stato che ha promesso a un colonnello dei carabinieri una determinata pensione, poi decida che non deve più essere così alta? E’ etico che lo Stato non paghi le imprese – ci sono ancora 700 miliardi di debiti – e in questo caso parlo anche dei Governi precedenti. No, naturalmente. Ma l’evasore finisce in galera, com’è giusto che sia, mentre lo Stato no. Ricordiamo che l’impresa se non hai soldi, chiude, licenzia”.

Il finale è con il botto: “L’esperienza di questo Governo mi auguro finisca il prima possibile, stanno facendo un gran pasticcio ai danni degli italiani”.

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