Gli eSport conquistano Jordan e l’esperto ci dice il perchè

di Deborah Villarboito –

Michael Jordan sta facendo di nuovo parlare di sé. Non per le sue performance da cestista, giocatore di baseball o golfista, ma per la sua nuova avventura nel mondo degli eSports. La leggenda Nba e attuale proprietario di maggioranza degli Charlotte Hornets ha contribuito all’investimento da 26 milioni di dollari in favore di aXiomatic, la società statunitense dietro a Team Liquid, una delle principali organizzazioni del gaming competitivo, al terzo posto nella Top 10 mondiale stilata da “Forbes” qualche giorno fa, con un valore complessivo di 200 milioni di dollari.

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Con sei titoli Nba vinti, due ori olimpionici e una serie di record imbattuti a 15 anni dal suo ritiro, Jordan è da molti considerato il più grande cestista della storia, nonché una delle icone sportive più rappresentative di sempre. Ma che cosa può spingere un ex atleta leggenda come Jordan a buttarsi negli eSports? L’abbiamo chiesto ad un esperto del settore, Davide Scavo, figura polivalente del mondo degli eSports: «In questo caso si parla di Jordan in quanto leggenda del basket ma molti atleti top hanno fatto da apripista. Basti pensare al brasiliano Ronaldo per il calcio, a Hamilton per la F1 e molti altri. Sono molti gli atleti che stanno iniziando ad interessarsi a questo settore. Secondo me sono due le motivazioni.

La prima è perchè sappiamo che l’eSports è un fenomeno in continua crescita e ovviamente tutto ciò si traduce in fatturati da capogiro. Abbiamo inoltre molti altri brand che possono entrare e quindi collaborazioni tra brand legati allo sport, che altrimenti non si sarebbero uniti, invece con gli eSports, facendo gola a molte persone, si può fare questo. Inoltre sappiamo che ha un target che va dai 14 ai 26 anni più o meno, quindi è una fetta di mercato che difficilmente un Michael Jordan o qualsiasi altro brand potrebbe accaparrarsi, persone che hanno possibilità di spendere e tempo libero. Il secondo fattore è che comunque Jordan ha sempre avuto il ‘mindset’ giusto, quello del campione allenato sotto ogni punto di vista a cui piaceva la competizione e il divertimento. Era il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andarsene, si allenava costantemente.

Quindi il fatto che ci sia questo nuovo tipo di competizione lo stuzzica. L’idea di poter fare parte di questo mondo che ha cambiato e stravolto il modo di competere, rispetto anche agli sport tradizionali, è qualcosa che fa gola e quindi è un grandissimo stimolo per lui secondo me». Quindi ci si chiede a cosa sia dovuto l’ingresso in questo mondo da parte delle leggende dello sport: «Stiamo parlando di personaggi storici, che magari difficilmente nuove generazioni potranno conoscere. Tanti giovani non sanno chi sia Michael Jordan e quindi questo mi fa pensare che sia un modo per ritornare in auge, per far sentire il proprio nome. Quindi le leggende entrano in questo settore di giovani per riassaporare quelle che sono le luci della ribalta, per poter mettere di nuovo mano e zampino in qualcosa che li possa fare tornare di nuovo in auge. Senza poi contare che l’eSports è un settore in crescita dove girano molti soldi e contratti multimilionari, competizioni e ciò fa gola a tutti – continua Scavo – Tra l’altro Jordan è sempre stato uno con il fiuto per gli affari.

Basti pensare che adesso è sponsor tecnico nel calcio del Paris Saint Germain, che ha già anche un team negli eSports, e anche lì ha potuto toccare con mano i numeri, i record che fa realizzare questo settore e di conseguenza ha deciso che effettivamente vale la pena entrare in questo settore». Con la rapidità nella crescita e nella diffusione ci si chiede quali saranno gli esiti del futuro: «Arriveremo che diventerà una cosa qualunque. Ci sarà il doppio del boom che ha avuto e diventerà ancora più capillare. Le aziende saranno sicuramente quelle sportive che vorranno entrare nell’eSpors e creeranno questa doppia facciata senza contare poi che ci sono tanti sponsor secondari che hanno soldi alle spalle da investire, anche sponsor tecnici come Adidas, Puma e Nike, che potrebbero diventare dei pilastri dell’eSports supportando quelle che sono le varie squadre. Quindi aziende dominanti, quelle sportive, ne nasceranno di nuove perchè nasceranno nuovi lavori – conclude Davide Scavo – Sempre più persone, non solo atleti famosi, con buona posizione economica che possono investire qualcosa, stanno cercando di accedere a questo piatto ricco che sta nascendo, che continua e continuerà ad evolversi».

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