Il ministro Paolo Savona: “Spread? Bce deve calmierarlo. Manovra? Non si tocca”

Il ministro Paolo Savona: “Spread? Bce deve calmierarlo. Manovra? Non si tocca”

1 Novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Spread, Manovra economica, Governo. Il ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, non vede rischi, nonostante la bocciatura della Legge di bilancio da parte della Commissione europea. Anzi, un rischio c’è: “Se etica e morale sono aspetti fondamentali, quando si scade nel moralismo si diventa fin troppo rigidi. E ogni riferimento a politiche e scontri con l’Europa non è puramente casuale”.

Continua: “Mi rifaccio a una massima del cardinale Agostino Casaroli: non si può distribuire ciò che non si produce. È una frase che mi perseguita da sempre”. E per produrre bisogna crescere: “Le imprese di oggi cercano innovazione tecnologica, le filiere abbattono i costi”. È dunque questo il futuro: Solo creando nuovi prodotti, si può sopravvivere e prevalere nella competizione”.

Non fa a pugni questo discorso con il reddito di cittadinanza? “Io mi auguro che l’Italia segua presto l’esempio del Giappone. Abe ha dato impulso alla robotica con cui oggi controlla totalmente l’immigrazione, ma si è creato un problema. Che ne facciamo dell’uomo che, in questo modo, perde il lavoro? Sperimentiamo il reddito di cittadinanza. Non bisogna essere moralisti, conservatori. Bisogna fare riforme all’interno del sistema. Oggi, in Italia, il 20% delle imprese mantiene l’80% del resto del Paese. In tre anni, abbiamo avuto 160 miliardi di risparmio non utilizzato, che è finito all’estero. Si tratta di risorse che non potremo investire e questo succede perché non c’è fiducia nella filiera”.

C’è spazio, con il ministro Savona, per affrontare pure il discorso spread, naturalmente: “Calmierarlo è compito della Banca Centrale Europea”. La scommessa, per l’Italia, è che “dopo aver fatto leggi che vincolano gli investimenti, deve ora uscire da questa situazione. La Manovra contiene un impegno politico in questo senso. Noi stiamo vivendo al di sotto delle risorse e per gli investimenti ci sono più risorse di quanto è sancito nella Manovra”.

Tocchiamo anche il tasto ‘condono’ con Savona: “E’ una redistribuzione di reddito, dai più ricchi ai poveri”. Ancora spread, argomento che desta l’attenzione di tutti gli economisti (forse un po’ meno dei risparmiatori della porta accanto: “Se ci sfugge, non riesaminiamo la manovra, ma il contesto in cui ci troviamo”. Un passo indietro rispetto ad alcune settimane fa quando, di fronte all’ipotesi di uno spread a quota 400, aveva fatto sapere che la Manovra si poteva rivedere. La parola d’ordine, insomma, pare essere ‘rigidità’: la Legge di bilancio è questa, o così o così. Però, poi, proprio Savona parla di Unione Europea conservatrice, rigida.

L’interlocutore, secondo il ministro, non deve effettivamente essere l’Europa, ma la gente: “Che è insoddisfatta del peso eccessivo dato all’economia e di quello scarso dato all’etica. Il Governo ha deciso di puntare su quest’ultima, quindi su sviluppo, occupazione, anche giovanile, sostegno alla povertà, nel tentativo di riequilibrare economia ed etica”. Si dice convinto, Savona, che “la società debba proteggere le fasce deboli. Noi dirigenti sappiamo già farlo. Ma c’è gente che non ha questo tipo di risorse e la dimostrazione sono i 5 milioni di poveri in Italia. Il problema, però, non riguarda solo noi, ma tutta l’Europa. Dell’Europa abbiamo bisogno, quindi dobbiamo riproporre l’istanza etica a livello europeo”.