La polvere sui libri – “Vox” di Christina Dalcher

di Fabiana Bianchi –

Niente polvere su questo libro: il primo romanzo di Christina Dalcher è uscito in Italia solo ad agosto del 2018. Raccomandatissimo a chi ha amato “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood: “Vox”, infatti, proprio come lo storico racconto, è una distopia relativa a una teocrazia. La vicenda è ambientata negli Stati Uniti, trasformati in un regime teocratico dal cosiddetto Movimento per la Purezza. Le donne, in questo nuovo governo, sono relegate in casa, senza la possibilità di lavorare. Ma il provvedimento più pesante è quello contro la comunicazione: a tutte le persone di sesso femminile, infatti, anche alle bambine, è imposto un contatore di parole al polso che permette di pronunciare un massimo di cento parole al giorno. Lo stesso apparecchio infligge per ogni trasgressione una potente scossa elettrica. È difficile stimare quante parole si pronuncino mediamente in una giornata: sicuramente, però, non si scende sotto le 5mila. Cento parole, dunque, equivalgono a rompere appena il silenzio. Alle bambine, poi, non viene più insegnato a leggere e scrivere. La protagonista Jean McClellan, un’ex linguista, affronta la vita di tutti i giorni con una comprensibile frustrazione. Perlopiù bada ai suoi quattro figli, di cui il più grande si sta lasciando travolgere dal “Movimento per la Purezza” e la più piccola, già gravata dal contatore al polso, sta ormai imparando a vivere nel silenzio. Ma un giorno il nuovo governo scopre di avere bisogno delle sue competenze professionali per risolvere un grave problema. Per lei questa è l’occasione per tornare in azione e anche per scongiurare un piano di inimmaginabile crudeltà.

Un libro capace di fare riflettere e anche di instillare il giusto tocco di paura, attraverso la dimostrazione di come sia facile, attraverso un sapiente gioco di propaganda, convincere una nazione intera ad avventurarsi nella follia. Sebbene al momento il caso editoriale sia ancora fresco, non è difficile immaginare che in futuro questo romanzo possa entrare a fare parte dei classici della scena distopica. Un punto debole? La parte finale, che tende a perdere la sua connotazione di distopia pura per sconfinare nel thriller.

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