Manovra economica: bocciatura Ue, il ‘contentino’ Iva non piace a Bruxelles

di Alessandro Pignatelli –

Sì, no, forse. La Manovra economica più difficile degli ultimi decenni, modificata anche nelle ultime ore, ma che continua a non convincere l’Unione Europea. Bruxelles aveva praticamente bocciato la prima stesura della Legge di bilancio, chiedendo di modificarla entro il 13 novembre. L’esecutivo ha nicchiato: risposte pubbliche assolutamente rigide, riunioni su riunioni per trovare la quadra. Alla fine, la montagna ha partorito il classico topolino: all’Europa è stato concesso che l’Iva aumenterà dal 2020. Troppo poco per convincere gli economisti Ue.

Nel frattempo, dai 70 iniziali, gli articoli sono diventati 120. Ora la Manovra soffre di gigantismo, eppure non contiene dettagli sul finanziamento per il reddito di cittadinanza e neanche la riforma delle pensioni. Ci sono soltanto gli stanziamenti totali: sette miliardi per ognuna. Luigi Di Maio, il vice premier, lo ha detto chiaramente ai giornalisti: “Nella legge di bilancio ci sono i fondi. Le norme che dispongono come accedere a quota 100 e al reddito di cittadinanza credo saranno oggetto di un decreto subito dopo la legge di bilancio o prima della fine dell’anno”.

Il governo gialloverde fa fatica a uscire dall’impasse, questo è chiaro. La bocciatura della Manovra significa che l’Ue potrebbe aprire una procedura d’infrazione per l’Italia, ma soprattutto che i mercati puniranno severamente Lega e Movimento 5 Stelle, facendo risalire lo spread, appena sceso dopo che S&P non ha declassato il nostro Paese. Nel nuovo testo, portato in Parlamento, è spuntata pure la norma che offre in concessione terreni a vocazione agricola, al momento incolti, alle famiglie che nei prossimi tre anni dovessero avere il terzo figlio. Forse un’indicazione da parte del ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, potrebbe non arrivare alla fine dei processi di revisione. Cancellata prima.

Nell’ultima riunione, svoltasi martedì sera, non ha partecipato la Lega che non vuole sentire ragioni: la Manovra quella è e non si tocca. Siccome in Italia il Parlamento è sovrano, quella che oggi appare come una Legge piuttosto pasticciata, potrebbe pure uscirne linda e pulita dopo l’esame delle Camere. Deputati e senatori sono soliti aggiungere commi, emendamenti, interi articoli, spesso per finanziare situazioni che hanno a cuore. Il testo definitivo dovrà tassativamente essere approvato entro il 31 dicembre. Senza la Legge di bilancio, il Governo non può prelevare denaro per le spese, per il pagamento dei dipendenti pubblici e per far funzionare i ministeri.

Prima, però, c’è da dare una risposta all’Unione Europea che in un certo senso non ha bocciato ancora la legge di bilancio, rimandando però il Governo in quattro materie. Una cosa molto vicina al ‘no’. Che diventerà ‘no’ formalmente nel momento in cui Giuseppe Conte farà sapere ai commissari che la sostanza della Manovra resta intatta, che si sfora e si aumenta il debito pubblico per finanziare spese finalizzate alla crescita. Anche l’ultimo avvertimento di Bruxelles è stato pesante: “La vulnerabilità cruciale resta il debito italiano, che rende le scelte espansive dell’esecutivo incompatibili con il rispetto delle regole Ue. Che ipotecano spese più produttive a beneficio dei suoi cittadini”. Insomma, volete aumentare il debito per finanziare progetti, infrastrutture, crescita, ma i soldi come li prendete? E, soprattutto, il debito come lo ripagate? E ancora: l’Italia rischia di sbilanciare l’intera area euro, probabilmente il vero grattacapo di Moscovici & C.

Rispondi