NBA Sunday: Golden State Warriors vincono su Brooklyn Nets

di Deborah Villarboito –

NBA_GSW_BKN_28.10.2018 (2)

L’appuntamento della scorsa settimana (28 ottobre) con le NBA Sundays, le partite domenicali della NBA in prima serata per l’Europa, ha visto i Brooklyn Nets ospitare i Golden State Warriors al Barclays Center. I Golden State hanno controllato gran parte della gara ma hanno dovuto lottare fino in fondo per aver la meglio sulla resistenza dei Brooklyn Nets, che sono rimasti in partita grazie a un eccellente 20-42 dall’arco. Per gli Warriors 69 punti in due della coppia Curry (35)-Durant (34) per una risultato finale di Brooklyn Nets 114 e Golden State Warriors 120. Vinti gli ultimi due titoli NBA, gli Warriors vogliono diventare la quarta franchigia a vincere almeno tre anelli di fila. Vogliono inoltre raggiungere i Boston Celtics come uniche due squadre ad aver raggiunto l’NBA Finals per cinque anni di fila. Golden State ha un record di 328-83 (79,8%) di vittorie tra regular season e playoff nelle ultime quattro stagioni, la miglior percentuale in un arco di quattro anni nella storia dell’NBA. Inoltre, gli Warriors detengono anche la miglior percentuale di vittorie (75,9%) nella post season in un quadriennio nella storia dell’NBA. Golden State ha aggiunto un cinque volte All-Star al suo quartetto formato da Stephen Curry, Kevin Durant, Draymond Green e Klay Thompson, con DeMarcus Cousins pronto a contribuire al rientro dall’infortunio. Con il roster intatto, il Presidente e GM Bob Myers ha usato il Draft e sta usando l’NBA G-League per completare la squadra, aggiungendo pezzi chiave come Kevon Looney, Jordan Bell e Quinn Cook nelle ultime tre stagioni. Golden State si aspetta inoltre che la prima scelta di quest’anno, Jacob Evans, abbia già un ruolo importante nel 2018-19. L’Head Coach Steve Kerr ha raggiunto Phil Jackson e John Kundla come unici coach nella storia a vincere tre titoli nelle loro prime quattro stagioni. Tornando alla partita, dopo i 25 punti mandati a segno nell’ultimo quarto contro i Knicks, sono stati ancora di Kevin Durant i primi due di Golden State nella sfida contro Brooklyn. Poi si è messo in mostra Steph Curry, segnando le prime tre triple della sua serata, ma i Nets sono partiti meglio e guidati dalla coppia Caris LeVert e Jarrett Allen sono saliti fino al +7 sul 21-14. La reazione dei campioni in carica porta la firma di Durant, ma soprattutto di un Curry che va a segnare anche in avvicinamento sia con la mano sinistra che con la destra: 16 al primo mini riposo per il n°30 e Warriors in vantaggio 32-29, con il doppio dei rimbalzi all’attivo e con oltre il 57% al tiro. Il primo strappo degli ospiti arriva nel secondo quarto, griffato sempre dai canestri della coppia Durant/Curry che spingono Golden State sul +11, 50-39. I californiani non si fermano più: mettono 63 punti a tabellone nel primo tempo, un primo tempo che Curry chiude già con 24 punti e 5 triple a bersaglio. Si tratta di un record NBA: la settima gara consecutiva con almeno 5 canestri da tre punti a segno, una in più della striscia di sei partite collezionata da George McCloud nella stagione 2005-2006. Altri due canestri dall’arco li mette Durant, che va al riposo con 14 punti, mentre Green ha già 8 punti, 8 assist e 3 rimbalzi: Golden State si avvicina al 57% dal campo e al 47% da tre punti, ha 15 punti in contropiede (contro i soli 2 dei padroni di casa) e dei 25 canestri confezionati ne vede ben 17 assistiti, il vero marchio di fabbrica della squadra di Steve Kerr, che alla pausa lunga è sopra di 14 punti (63-49). I Nets segnano 9 triple ma oltre a LeVert non hanno nessun altro giocatore in doppia cifra, anche se possano contare su 15 punti dalla panchina. Non cambia troppo la musica nel terzo quarto: Golden State ha controllato la gara e amministrato il vantaggio, che è rimasto costantemente in doppia cifra e lo ha fatto grazie ancora agli strappi di Curry, che ha mandato a bersaglio la sua tripla n°6 chiudendo il quarto a quota 29. Brooklyn però non è affondata del tutto, aggrappata ai punti di LeVert ma anche a quelli di D’Angelo Russell, anche se quando perfino una riserva come Alfonzo McKinnie ha trovato il vantaggio degli ospiti salendo fino a 19 punti, prima che il punteggio si fissasse sul 93-77 al termine del terzo periodo. I Nets sono rientrati fino al -10 ma puntuale è arrivato subito il parziale dei campioni in carica per tenere a distanza i padroni di casa: fa 8-2 Warriors con sei punti di Durant. Le triple però hanno tutto sommato tenuto in partita Brooklyn: sono state due consecutive per Allen Crabbe e poi altre due di Russell, ben 19 a segno per riportare lo svantaggio sotto la doppia cifra, 108-99 e metà esatta del quarto quarto. I canestri dall’arco (e non solo) di LeVert e l’attività vicino al ferro di Jarrett Allen hanno riportato i Nets addirittura a -4, 110-106 a tre minuti dalla fine. Con due punti di Russell Brooklyn ha fatto 110-108 ma sono stati di nuovo di Curry e Durant i punti decisivi dei campioni in carica. Due parole anche sui Brooklyn Nets. Quando Sean Marks è stato assunto per la prima volta come General Manager a febbraio 2016, l’ex veterano NBA e nativo della Nuova Zelanda sapeva che la strada da percorrere non sarebbe stata quella di scelte alte al Draft e di firme di free agent. Al contrario, alla squadra serviva instaurare una cultura vincente mentre si migliorava il materiale umano a disposizione. Mark ha così assemblato un roster giovane ed interessante, formato da D’Angelo Russell, Spencer Dinwiddie, Caris LeVert, Rondae Hollis-Jefferson, Jarrett Allen e Joe Harris. Dinwiddie ha avuto un grande impatto la scorsa stagione, piazzandosi terzo nella classifica per il premio di “Giocatore Più Migliorato” dietro soltanto a Victor Oladipo di Indiana e Clint Capela di Houston. I Nets hanno scavato nel pool internazionale del Draft NBA 2018, scegliendo Dzanan Musa dalla Bosnia e Erzegovina (29° scelta) e Rodions Kurucs dalla Lettonia (40°). Musa, 19 anni, è uno scorer promettente, che ha cominciato a giocare in EuroLega a 16 anni con il suo club croato, Cedevita Zagreb. Kurucs, 20 anni, è un tiratore di alto livello, che spera un giorno di giocare con Kristaps Porzingis di New York per la nazionale lettone.

Rispondi