C’eravamo tanto amati…

C’eravamo tanto amati…

8 novembre 2018 0 Di il cosmo

di Michela Trada –

L’amore non è bello se non è litigarello. Un leit motiv che da giorni sta rimbalzando in casa Salvini; questa volta, però, non è l’Isoardi a far perdere il sonno al leader del Carroccio bensì il suo alleato a Montecitorio, Luigi Di Maio. Dopo pochi mesi, infatti, il Governo del cambiamento è già alla prova del nove, sfilacciato come un gomitolo di lana srotolato dopo le votazioni per il decreto sicurezza. “Salvini mi esaspera”, tuona Di Maio; “basta con i giochetti”, replica Matteo e la luna di miele tra pentastellati e Lega sembra essere già al capolinea. Un pasticciaccio all’italiana che vede Bruxelles felice spettatore con tanto di poc corn e patatine.

Il caso Italia, infatti, è sotto gli occhi di tutti ed i passi falsi in questo momento non sono contemplati per tentar di salvare capra e cavoli. La guerra degli emendamenti, partita dal ddl sicurezza, si è infatti poi spostata su quello Anticorruzione tanto che già era iniziata a circolare la voce di un voto anticipato al mese di marzo.

Nella tarda serata di ieri, mercoledì 7 novembre, però, la botta di estintore di Salvini che ha blindato nuovamente il Governo al grido  di “sciacalli rassegnatevi”.

Rimane la frattura con alcuni senatori grillini rei di aver votato contro sul fronte sicurezza: “In questo modo non si rispetta il patto siglato”.