Decreto sicurezza: i punti più importanti

di Alessandro Pignatelli –

Il decreto sicurezza che ha ottenuto la fiducia in Senato si compone di 40 articoli. Vediamo i punti più importanti. Per la sicurezza urbana. Piano nazionale sgomberi: stabilite le modalità di ricognizione delle situazioni di occupazione, entro 60 giorni si dovranno definire piani provinciali per le esecuzioni dei provvedimenti di sgombero, anche con l’uso della forza pubblica. Verrà punito chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, per occuparli o trarne altrimenti profitto. Pene più severe se il reato è commesso da più di cinque persone. Nel 2018 vengono messi a disposizione 16 milioni per polizia di Stato e vigili del fuoco. Nel 2019 e fino al 2025 saranno 50 all’anno (37,5 milioni ai poliziotti, 12,5 ai pompieri).

Capitolo terrorismo. Per evitare attentati, chi noleggia dovrà comunicare con anticipo a un Centro elaborazione i dati del richiedente. Dovessero esserci situazioni di potenziale pericolo, si invierà una segnalazione alle forze dell’ordine per un controllo. Daspo per i sospettati di terrorismo (fiancheggiatori o coloro che preparano un attentato). Lotta alla mafia. In enti locali o appalti pubblici, se un progetto segnala situazioni anomale o sintomatiche di condotte illecite, si nominerà un Commissario straordinario. Sì alla confisca di un immobile alle organizzazioni criminali per darlo a famiglie in condizioni di disagio.

Immigrazione. Aumentano i reati che sospendono la richiesta di asilo politico, dopo una condanna di primo grado, e che portano all’espulsione immediata. Parliamo di violenza sessuale, spaccio, furto e lesioni aggravate al pubblico ufficiale. Protezione umanitaria che, fino a oggi, permetteva un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che ne facevano richiesta. Si farà un procedimento immediato davanti alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. Raddoppiati i tempi di permanenza nei centri per il rimpatrio: da un massimo di 90 a 180 giorni. Chi viene riconosciuto come possibile pericolo per lo Stato può perdere la cittadinanza in caso di condanna in via definitiva per reati legati al terrorismo. La domanda di cittadinanza può essere rigettata anche se presentata da chi ha sposato un cittadino o una cittadina italiana.

Vengono stanziati 500 mila per il 2018, 1,5 milioni per il 2019 e 500 mila euro per il 2020: sono i fondi per i rimpatri. I piccoli centri che ospitano migranti, sotto l’egida dei Comuni, non potranno più accogliere i richiedenti asilo, ma soltanto minori non accompagnati e chi ha già ricevuto la protezione internazionale.

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