La Destra al potere: il perchè del ritorno ai nazionalismi

La Destra al potere: il perchè del ritorno ai nazionalismi

8 novembre 2018 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Governi estremisti in aumento e episodi di intolleranza: c’è un collegamento? Cacciari: “In gioco la democrazia”

Destre che avanzano in Europa e nel mondo, ma anche episodi di intolleranza e di xenofobia che aumentano in Italia e non solo. Le due vicende hanno un collegamento? C’è chi dice che lo sdoganamento di alcuni termini e di alcune azioni da parte dei Governi di destra faccia da copertura a chi poi agisce con bastoni e spranghe contro gli immigrati. A Roma, addirittura, in un centro di Forza Nuova, i capi reclutano i minori per insegnare loro a odiare. E poi li portano sul campo per i ‘Bangla-Tour’, ossia vere e proprie spedizioni contro i cittadini bengalesi che lavorano nella capitale. Ma a Roma sono sempre di più anche gli atti vandalici e di provocazione nei confronti degli avversari politici di Forza Nuova e Casa Pound (ossia il Pd).

In Germania scopriamo com’è difficile convivere con il neonazismo per chi si è sempre professato antifascista. Tra gente comune che accetta ciò che accade (anche i pestaggi, dunque) e che se la prende con lo straniero di turno. Eppure, come ci dicono giornalisti ed esperti, la Destra di oggi non è quella di una volta. Questa è populista, si comporta quasi come la sinistra di una volta e per questo motivo raccoglie così tanti consensi, andando a colmare un vuoto. Alle prossime elezioni europee bisognerà certo fare i conti con un Vecchio Continente che potrebbe ritrovarsi totalmente spostato a destra. Ma anche con un’Europa che potrebbe saltare definitivamente se in Francia dovesse affermarsi Marine Le Pen.

Interessante anche l’opinione di chi fa parte di un movimento fascista. Che afferma come il fascismo non sia e non sia mai stato di destra. Il Movimento Fascista e Libertà si definisce, più propriamente, “fascista e nazionalsocialista”. Non va a Predappio nei giorni in cui ci vanno le masse, non rinnega il Ventennio, ma pensa sia impossibile ai giorni moderni avere il totalitarismo dell’epoca. Si stacca da Forza Nuova e CasaPound, così come dai fatti di cronaca (vedi la maglietta indossata a Predappio che inneggiava ad Auschwitz). Per il segretario generale, anzi, il fascismo oggi non esiste proprio. Ma se ne parla perché alcuni movimenti hanno i soldi e vengono ascoltati dall’opinione pubblica, spacciandosi per tali.