La destra che comanda: ecco dove, la mappa

di Alessandro Pignatelli –

La destra che comanda, ma dove? In Italia, possiamo parlare di centrodestra, con il Movimento 5 Stelle a mitigare le scelte di Matteo Salvini e della Lega Nord. In Turchia, l’imperatore Erdogan continua a comandare e non parliamo affatto di una destra liberale, ma dittatoriale. In Brasile è appena finita un’epoca e il nuovo presidente, Jair Bolsonaro, è un ex militare di estrema destra. Va da sé che pure Donald Trump, presidente statunitense, appartiene alla destra. Così come in Gran Bretagna Theresa May è pure anti-europeista. In Ungheria, Orban appartiene ai Popolari, ma il suo nazionalismo è noto a tutti.

Siamo di fronte a destre diverse, ma sempre a destre. Alcune moderate, alcune dittatoriali, alcune nazionaliste. In Ungheria, tra l’altro, alle ultime elezioni dietro a Orban si è piazzato un partito ancora più a destra. Proseguiamo. In Austria, alle legislative del 2017, il partito di estrema destra (Fpo) ha ottenuto il 26% ed è al governo con il principale partito di centrodestra. In Danimarca, il Partito del Popolo Danese (Df) è arrivato secondo con il 21% alle elezioni del 2015. Il governo è guidato dal partito di centrodestra Venestre, che però dipende dai voi del Df (tra i punti nel programma c’è il divieto d’ingresso nel Paese per gli immigrati di religione musulmana).

In Slovacchia, elezioni legislative del 2016, i nazionalisti di Nostra Slovacchia (Lsns) e il Partito Nazionale Slovacco (Sns) hanno totalizzato in totale il 16%. Il primo utilizzava, fino a poche settimane fa, lo stesso simbolo della Guardia di Hlinka, milizia fascista alleata del governo filonazista al potere dal 1938 al 1945. Nella stessa Germania, Alternativa per la Germania (AfD), partito di estrema destra, a settembre del 2017 è passata al 12,6% dei consensi dal 4,7% del 2013, entrando in Parlamento. Tra i suoi simpatizzanti ci sarebbero neonazisti.

La Svezia pare rimasto l’ultimo baluardo della socialdemocrazia in Europa. In Francia, a cui si guarda con molta preoccupazione, il Front National di Marine Le Pen nel 2017 alle presidenziali ottenne il 21,3% dei voti al primo turno e perse il ballottaggio poi con Macron, salendo però al 33,9%. Movimenti di estrema destra sono nati e iniziano ad affermarsi pure a Malta (Movimento dei patrioti maltesi) e a Cipro (presidenziali del 2018, il candidato del Fronte popolare nazionale ha avuto il 5,7% dei voti, suo miglior risultato dalla fondazione del partito nel 2008).

In Polonia e in Belgio la destra radicale è riuscita ad arrivare al governo coalizzandosi con partiti conservatori. L’avanzata delle destre è insomma piuttosto chiara, a scapito della sinistra e del centrosinistra. Che poi si tratti di destra neofascista, neonazista o più moderata è vero, ma spesso le differenze non si vedono. In particolare alla base, ossia tra i comuni cittadini che paiono essere giustificati nei loro atti ai danni di immigrati e stranieri o avversari politici proprio dalle parole dei rispettivi leader.

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