La Liguria che non cade mai

di Federico Bodo –

C’è stato un lasso di tempo dopo la terribile mareggiata della scorsa settimana in Liguria, classificata dagli esperti come un vero e proprio uragano, nel quale il tempo stesso si è fermato, e ancora una volta i fieri abitanti della regione hanno alzato la testa dalla disperazione dell’ennesimo colpo alla propria terra natia ed hanno ruggito. Un lungo ruggito forte, un fiume in piena di persone al lavoro per rinsaldare le fondamenta di questo Bel Paese: insieme, i cittadini liguri, in un paio di giornate hanno ripulito il disastro e riparato ciò che in breve si poteva riparare. Mentre la politica del cambiamento metteva tristemente il lutto al braccio e pianificava entro dieci giorni un Consiglio dei Ministri urgente, il popolo della Liguria si era già mosso, dimostrando la vera forza di cui dispone: la forza della fiera appartenenza ad una terra costantemente martoriata dall’inettitudine della classe dirigente.

La grande bellezza di questo momento senza tempo sta nel fatto che questo meccanismo è inserito in un articolo troppo spesso dimenticato della Costituzione, a testimonianza del fatto che i nostri Padri Costituenti ben conoscevano, dopo le tragedie delle due guerre mondiali, la vera natura del popolo italiano. L’ultimo paragrafo dell’Art.118 della Costituzione recita: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. Il cittadino non solo è libero di occuparsi di attività di interesse generale, ma è favorito nell’occuparsene, è invitato a farlo, secondo il Principio di Sussidiarietà orizzontale. E nel momento del bisogno il cittadino italiano, con tutti i difetti che lo contraddistinguono, semplicemente c’è. La Liguria e i suoi cittadini non si meritano un Consiglio dei Ministri urgente entro dieci giorni. Non si meritano un Decreto Genova condito da condoni edilizi a Ischia e fanghi agli idrocarburi nei campi. La Liguria merita la sincera forza dei suoi cittadini, come tutta Italia.

Rispondi