Maria Rosaria: la passegera di cui abbiamo bisogno

di Antonella Lenge –

Il razzismo torna a far parlar di sé ma questa volta, a vestire i panni della leader e a gridare a gran voce è un’antirazzista. Protagonista dell’atto coraggioso è una signora che, la sera del 2 novembre, si trovava a bordo del treno della Circumvesuviana a Napoli.

Quando ha conquistato il web di lei non si conosceva nulla, a parte la sua indiscutibile schiettezza. Oggi possiamo dare un nome a Maria Rosaria Coppola, 62 anni, sarta e costumista alla Rai di Napoli.

Sulla corsa del Poggiomarino delle 19.56 la signora si è imbattuta in una serie di attacchi verbali di un
giovane napoletano a un migrante (forse proveniente dal Pakistan). Dalle accuse di spintoni e strattonamenti, il ragazzo è passato alla frase più in voga del periodo che recita più o meno così: “Devi tornare al tuo Paese!”
Lo straniero oggetto degli insulti era teso, nervoso, visibilmente colpito…ma silenzioso.
Al suo posto è intervenuta la signora Maria Rosaria, che con fare forte e deciso, ha urlato al giovanotto
partenopeo che lei preferirebbe che l’Italia fosse dell’educato e discreto migrante, e non sua, prepotente,
volgare ma con passaporto italiano (“Tu non sei razzista, tu sei str****!”)

La signora non sapeva di essere ripresa da un cellulare e così l’improvvisa fama l’ha colta di sorpresa.
“Ho sentito il dovere di difendere quel ragazzo, lo rifarei ancora!”
Il fatto che la gente sia rimasta impassibile e silenziosa sul treno, che il video sia diventato virale in poche ore
e che la notizia abbia destato tanto scalpore è sintomatico di una società e di un’epoca in cui la ragione
sembra debba stare da tutt’altra parte, in cui il maleducato e xenofobo va fiero della sua potenza e il debole
straniero perisce.

“La maleducazione sta avendo sopraffazione sulla gente perbene e noi dobbiamo fermare tutto questo”,
dichiara la sarta napoletana, che a un paio di giorni dal suo diverbio, deve fare i conti con utenti del web che
le augurano di essere stuprata, magari proprio da uno di quegli stranieri che a spada tratta ha difeso.
Forse nei nostri treni devono girare più soggetti come Maria Rosaria: abbiamo un tremendo bisogno di questi
moniti, di qualcuno che, con aria materna, ci faccia chiedere dove stiamo andando a sbattere la testa.

Ma siamo arrivati proprio a questo punto, in Italia?
Riusciremo mai ad uscire fuori da questi cliché secondo cui straniero è delinquente?
Che fine hanno fatto quei libri di storia che da sempre ci hanno parlato di migrazioni?
Stiamo pagando il prezzo di chi dimentica le proprie radici e si permette di insegnare l’ignoranza agli
ignoranti. Se ci spogliamo del pregiudizio ed immaginiamo di entrare su quel treno, scopriremo che siamo tutti
diversamente uguali a quel ragazzo pakistano, ognuno con i suoi propri pensieri, le proprie ambizioni e le
proprie battaglie da combattere.
E incontrare la signora Maria Rosaria sarebbe davvero un bell’augurio per chiunque: per la sua umanità e per
quella capacità di insegnare i sani valori alle folle cui non siamo più abituati.

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